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'Modena, per l'attuale assessore alla legalità Maria Sergio era la ''smemorata di Cutro''. Cosa ne pensa ora?'

'Modena, per l'attuale assessore alla legalità Maria Sergio era la ''smemorata di Cutro''. Cosa ne pensa ora?'

'Non si può tenere la delega alla legalità in un Comune il cui direttore generale facente funzioni è la dirigente di cui si era chiesta la rimozione'


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'Il 19 agosto il Comune di Modena ha comunicato che dal primo settembre, per i due mesi di aspettativa del direttore generale Lorenzo Minganti, le funzioni saranno svolte dall’ingegner Maria Sergio, dirigente del Settore Pianificazione e gestione del territorio. Una scelta di continuità amministrativa, che però merita più attenzione di quanta ne riceverà. Perché nella giunta che oggi affida a Maria Sergio la Direzione generale siede, con la delega a Legalità, antimafie e Trasparenza, la stessa persona che nel 2016 e nel 2017 ne chiedeva pubblicamente la rimozione. Il 23 gennaio 2016 il deputato Vittorio Ferraresi, insieme a Michele Dell’Orco e ai consiglieri comunali del M5S di Modena, ne chiedeva le dimissioni. Il 27 settembre 2017 la richiesta veniva rilanciata — “per opportunità politica”, con Maria Edera Spadoni, Giulia Sarti e Michele Dell’Orco — e accompagnata da un soprannome parafrasato da un film di Totò: “la smemorata di Cutro”, vignetta inclusa. L’allora sindaco Gian Carlo Muzzarelli replicò parlando di parlamentari trincerati dietro lo scudo dell’immunità'. A ricordare le dichiarazioni dell'attuale assessore Ferraresi è il consigliere comunale Maria Grazia Modena che ricorda le polemiche legate all'arrivo di Modena della stessa Sergio durante il mandato di Muzzarelli.

 

'Poi il tempo ha fatto il suo lavoro, e i tribunali il loro.
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Il processo Aemilia si è chiuso con sentenza definitiva della Cassazione nel 2022, facendo chiarezza su quanto era accaduto a Reggio Emilia. In nessun grado di giudizio la posizione di Maria Sergio è stata oggetto di un addebito: fu sentita come persona informata sui fatti e come testimone, mai indagata, mai imputata. Dal primo luglio 2024 Vittorio Ferraresi è assessore del Comune di Modena. Da allora, su quella vicenda, non ci risulta abbia mai detto nulla: né in un intervento in Consiglio comunale né in un comunicato stampa ci risulta di aver letto che abbia riconosciuto di essere allora andato ben oltre le righe della critica politica. Saremo lieti di essere smentiti. C’è un animale che si comporta esattamente così. L’opossum, quando la situazione si fa scomoda, non attacca e non fugge: si immobilizza e finge di essere morto finché il pericolo non è passato oltre. Va riconosciuto: per due anni la strategia ha funzionato benissimo'.

 

'Ma adesso è finita, perché la nomina del primo settembre rende il silenzio impraticabile. Non si può tenere la delega alla legalità e alla trasparenza in un Comune il cui direttore generale facente funzioni è la dirigente di cui si era chiesta la rimozione, e continuare a fare come l’opossum.
Non chiediamo dimissioni e non chiediamo una polemica. Chiediamo tre righe. Che l’assessore Ferraresi dica pubblicamente: che quel processo si è concluso da tempo e che nulla, in quelle aule, ha mai riguardato la posizione della dottoressa Sergio; che attribuirle la nomea di “smemorata di Cutro” — se quanto riportato dai giornali dell’epoca corrisponde al vero — è stato un errore e che di quell’errore chiede scusa pubblicamente'.

 

'Non sarebbe una resa: è ciò che le parole “legalità” e “trasparenza” significano quando smettono di essere una targa sulla porta di un ufficio. E poiché di trasparenza si parla: sarebbe utile che il Comune rendesse pubblici l’atto con cui il facente funzioni è stato individuato e i criteri che lo sorreggono. Il Comune stesso definisce la Direzione generale come la struttura che presiede al “governo della complessità dell’Ente”: un ruolo di coordinamento amministrativo e gestionale dell’intera macchina comunale, e i cittadini hanno diritto di sapere in base a quali criteri viene assegnato. Non è un rilievo su una professionista: è la premessa perché nessuna nomina, oggi come domani, resti esposta alle illazioni. La frase, invece, spetta soltanto a lui.
Ferraresi è laureato in giurisprudenza ed è stato sottosegretario alla Giustizia: sa che differenza corra tra un testimone e un indagato, e quanto pesino le parole di un parlamentare proprio perché arrivano da una posizione istituzionale. L’opossum, quando il pericolo è passato, si rialza e riprende a camminare. Assessore: il pericolo è passato da un pezzo' - chiude la Modena.
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