Ciliegina sulla torta, alle ore 21, ora prevista per l'inizio del dibattito, un black out mette al buio l'Agorà. La luce torna dopo 10 minuti, ma poco cambia. Non c'è nessuno, ma i relatori, tutti presenti escluso l'esponente di Italia Viva, salgono ugualmente sul palco. C'è la referente regionale del Partito Socialista Daria De Luca Vicesegretaria Nazionale PSI, Luigi Tosiani, segretario regionale PD, Vicenzo Paldino, capogruppo regionale dei Civici con De Pascale e referente regionale di Progetto Civico Italia, poi Fortunato Stramandimoli, segretario regionale di Sinistra Italiana,
Dopo l'appello di Daria De Luca a quella che almeno sulla carta dovrebbe essere la coalizione progressista che dal livello locale e regionale dovrebbe contribuire alla costruzione della coalizione e del programma nazionale verso le prossime elezioni per procedere in fretta al confronto sul programma il segretario regionale PD Tosiani assume il tono di chi, al di là delle gentili forme democratiche e del dialogo tra le diverse forze, sa di avere il boccino in mano. Forte anche del fatto che in Emilia-Romagna quella sorta di campo largo ancora da costruire a livello nazionale, di fatto già c'è, ed ha già contribuito alla vittoria netta di De Pascale alle regionali. 'Partiamo da fatto che non si fa un'alleanza contro qualcuno, perché così le elezioni le perdiamo. Vince solo chi mette in campo 'una proposta di programma chiara e credibile, coerente, basata su pochi punti chiari'. Tosiani rivendica lo strappo della Regione con il governo Netanyahu, definendolo 'una scelta politica forte', chedi fatto potrebbe essere ripresa e condivisa in prospettiva di governo nazionale, e ha fissato l'orologio politico su settembre, mese in cui la coalizione dovrà darsi 'alcuni punti fermi, precisi' su sanità, scuola, salari, sicurezza, giovani e pace.
In sostanza, prima il programma, poi tutto il resto. Il ragionamento, condiviso dai 5 relatori, è che la coalizione debba mettere nero su bianco le priorità comuni prima ancora di discutere di leadership e di chi guiderà la corsa a premier, sia che questo e questa sia scelta o scelto per acclamazione o, come pure viene ipotizzato, attraverso primarie.
Tra i temi su cui è necessaria una forte proposta condivisa Vincenzo Paldino pone la sicurezza. 'Il rischio è di lasciare questa importante materia a personaggi che esprimono dei concetti assolutamente antidemocratici'. Tra le 'ricette' proposte da Paldino: regolarizzare il lavoro degli stranieri già presenti sul territorio. 'Ci ritroviamo con degli invisibili che stanno nelle nostre città, vorrebbero lavorare e non lo possono fare perché anche gli imprenditori che i vorrebbero assumere, non possono farlo'.
Sulla casa Paldino ricorda i 300 milioni di euro stanziati dalla Regione per recuperare patrimonio pubblico, ribadendo che la responsabilità verso i cosiddetti 'morosi incolpevoli' non può ricadere solo sui proprietari: 'È lo Stato che si deve fare in carico di queste persone'. Sulla sanità, orgoglio per il modello regionale, ma anche l'allarme sul progressivo calo dei trasferimenti del Fondo Sanitario Nazionale.
Toni più da parte di Fortunato Stramandoli, di Sinistra Italiana che ha allargato lo sguardo all'Europa: 'C'è l'avanzata dell'internazionale nazionalsocialista'. Al centro, il diritto all'abitare come diritto costituzionale: 'Il mercato privato è un'altra roba se ne deve occupare lo Stato, se ne deve occupare le istituzioni'. E un suggerimento per il nome della futura coalizione, in alternativa a 'campo largo': 'Potremmo chiamarla un campo costituzionale, una coalizione per la Costituzione'.
Progetto Europa Verde, con lo storico esponente Enrico Ottolini, sposta tutto o quasi sulla crisi climatica che definisce 'endemica e strutturale' denunciando 'una delle crociate più violente condotta dalle destre europee contro il Green Deal, letto come 'un attacco alla solidarietà europea' oltre che agli organismi scientifici internazionali come l'IPCC, 'che l'America ha già abbandonato'. Sul piano nazionale, la stoccata finale: il piano di adattamento ai cambiamenti climatici, dopo sei anni di attesa per l'approvazione, resta 'senza fondi'.
Punta invece tutto, o quasi, sulla guerra la deputata Stefania Ascari, in rappresentanza del Movimento 5 Stelle. Critica al riarmo su tutto.Al centro, i 23 miliardi di euro destinati al finanziamento degli armamenti: 'Una cosa che non può essere taciuta', ha detto Ascari, definendoli soldi sottratti al welfare, alla sanità e a chi ogni mese fa fatica ad arrivare a fine mese.
Il problema di una assenza di leadership del centro sinistra rimane sullo sfondo. Affermare in maniera univoca che prima serve il programma serve anche da distogliere l'attenzione da quello che, piaccia o no, per tutti coloro che sono sul palco se non per il rappresentante di sinistra italiana dichiaratamente refrattario al concetto di leadership, rimane un problema. 'Una volta definito un programma chiaro e condiviso chi sarà scelto come candidato dovrà attenersi a quello e quello sarà garanzie per evitare divisioni' - chiude ed auspica Tosiani.
Gi.Ga.


