Opinioni Il Punto

Cari volontari della Festa PD: mettetevi in sicurezza e mandate il conto al Partito

Cari volontari della Festa PD: mettetevi in sicurezza e mandate il conto al Partito

Tutelatevi da soli, visto che chi beneficia del vostro lavoro non lo fa e magari presentategli il conto prima che il conto e il costo, anche sociale oltre che personale, diventi davvero salato


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Cari volontari, supplite voi alle carenze di chi dovrebbe tutelarvi e non lo fa. Se nessuno ve le fornisce, prendetevi da soli un paio di scarpe antinfortunistiche, bastano trenta euro da Tecnomat, un gilet che protegga almeno le spalle. Il caldo è insopportabile, si sa, tanto più per chi lavora, ma più insopportabile e forse irrimediabile, sarebbe finire a piedi nudi o con sandali scoperti sotto un bancale da 200 chilogrammi. Tutelatevi da soli, visto che chi beneficia del vostro lavoro non lo fa e magari presentategli il conto prima che il conto e il costo, anche sociale oltre che personale, diventi davvero salato. È l'appello che ci sentiamo di lanciare, di fronte alle immagini dei volontari al lavoro anche quest'anno nell'allestimento della festa provinciale dell'Unità pubblicate dal PD e da La Pressa. Nelle quali è evidente l'assenza dei previsti dispositivi di protezione individuale per prevenire infortuni e per ridurre i danni nel caso in cui avvengano.

 

Un tema che avevamo già sollevato lo scorso anno vedendo persone in infradito sui muletti e con abbigliamento estivo e senza protezioni, anche solo visive, e che abbiamo visto quest'anno, ma che quest'anno tornano d'attualità con un valore aggiunto, negativo, in più: non siamo stati noi a documentare le criticità, ma lo stesso Partito Democratico, pubblicando fotografie che difficilmente possono passare inosservate.
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Sappiamo che il nostro articolo di ieri è stato letto da migliaia, anche in ogni istituzione, in ogni apparato sindacale, a partire dalla segreteria dello stesso partito che ha scelto dichiaratamente di non rispondere alla nostra richiesta di intervento e di commento rivolta sia al responsabile della sicurezza sia al segretario provinciale del Partito. Auspichiamo quantomeno che una cosa sia condivisa, se non ufficialmente e dichiaratamente, ovvero che la prevenzione sia fatta e quanto meno migliorata, senza dovere aspettare l'intervento degli organismi competenti. E che qualcosa di concreto, anche minimale, nei confronti dei volontari, sia fatta, anche senza rispondere a La Pressa.

 

Perché l'interesse che muove anche l'articolo è esclusivamente quello della sicurezza reale dei volontari, che per altro vediamo da anni non solo nelle foto ma anche direttamente. Persone anche di esperienza, alcuni dei quali conosciuti per nome. Persone di cui abbiamo nascosto i volti, nel rispetto non solo della loro identità ma proprio perché questa fa parte del rispetto, per l'impegno, per la volontà, per il fatto di crederci al punto da dare il massimo per la causa. Al di quale essa sia.
Ed è tanto più ingiusto che ciò non abbia tutele, dirette e indirette.

 

Ed è proprio per questo che, preso ormai atto, almeno oggi, dell'assenza di un intervento ufficiale e diretto (seppur richiesto), politico e sindacale, non possiamo che augurarci una cosa: che siano i volontari stessi, a farsi sentire e a chiedere un minimo di dotazione di protezione individuale o a dotarsi di un minimo di protezione personale. Perché, davvero, non si possono scena di persone in sandali scoperti in aree di cantiere dove si muovono muletti, vengono trasportate strutture e si muovono bancali con carichi per quintali. Per tutelare prima di tutto se stessi, e con sé il valore di un lavoro straordinario che rende possibile la realizzazione stessa di iniziative come questa. Anche perché è più difficile sostituire il valore di un volontario di esperienza che un segretario di partito.

 

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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