Questa notte, intorno alle 2, il Pd modenese ha provato a metterci una pezza, pubblicando a posteriori sulla sua pagina Facebook un centinaio di foto della visita di ieri - fatta in gran segreto - del segretario nazionale Elly Schlein alla Festa provinciale dell'Unità di Modena. Insomma, dopo il totale silenzio e la riservatezza pre-incontro, si è provato ad aggiustarla alla bene e meglio.
Ma la sensazione di una certa insofferenza da parte del Pd locale verso la leader (parliamo dei vertici, perchè i volontari mostrano un entusiasmo sempre fedele al Capo di turno) è impossibile da cancellare. Lo scomposto messaggio nelle chat del Pd con il quale è stato comunicato ai volontari l'arrivo della Schlein diceva tutto. 'Non entro nel merito di questa modalità' - scriveva una figura apicale del Pd di Modena che invitava poi a partecipare 'nonostante tutto'.
E quel 'nonostante tutto' svela più di ogni altra riflessione il clima in casa Dem a Modena, provincia divenuta paradossalmente 'terreno ostile' per la segretaria emiliana.
Un partito che - evidentemente - al di là dei sorrisi di facciata, non ha ancora digerito la sconfitta di Stefano Bonaccini alle primarie e che - a Modena - non ha nessun dirigente espressione diretta della Schlein.
O meglio, due referenti un tempo erano presenti: Andrea Bosi e Stefania Gasparini. Peccato che nessuno dei due sia stato sostenuto dalla stessa segretaria nazionale. In particolare Bosi, ex coordinatore della mozione Schlein a Modena, è stato massacrato dal Pd di Modena ed escluso dalla giunta Mezzetti dal quale - a quanto pare - aveva avuto rassicurazioni di un ingresso in squadra. Bosi è stato bocciato come assessore, bocciato come presidente del Consiglio comunale, bocciato dalla segreteria Paradisi-Lenzini e alla fine relegato in Amo dove si è trovato a dover far i conti con una vicenda tragica e di difficilissima gestione. Ora, è evidente che se la Schlein abbandona i suoi fedelissimi, difficilmente può poi pretendere di costruire consenso interno. E il risultato finale è quello di essere accolta in una delle Feste dell'Unità più importanti d'Italia con un 'nonostante tutto', diventando ospite maltollerato in casa sua.
Giuseppe Leonelli


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