Un convegno come tanti che cerca di fare luce su un aspetto poco considerato dei rapporti tra i sessi, quello della 'aggressività femminile'. Ovviamente il tema non contraddice nè nega la violenza agita dagli uomini sulle donne, semplicemente accende un faro sugli episodi, spesso descritti come veri e propri modelli ripetuti, che vedono l'uomo come vittima, non solo di violenza fisica, ma anche psicologica, economica e affettiva. Realtà testimoniate senza ombra di smentita dalle associazioni che si occupano - ad esempio - dei problemi e dei drammi che vivono i padri separati, gruppi che proprio il dottor Boldrini guida con pazienza e impegno riconosciuto unanimamente, da decenni.
Bene, nessuna polemica era emersa in queste settimane. Fino ad oggi. Con una nota dai toni surreali diramata dal Comune di Modena, a firma del sindaco Massimo Mezzetti e dell'assessore Alessandra Camporota, l'amministrazione comunale ha deciso di demonizzare l'incontro per il quale - serenamente come detto - settimane fa aveva ovviamente concesso la sala.
'Leggere che 'La violenza non ha genere' pensando al femminicidio di Lorena Isceri, ha il sapore di una provocazione - dicono Mezzetti e Camporota -. L'incontro non lascia ci indifferenti come amministratori che lavorano da sempre per superare quei grumi patriarcali che ancora caratterizzano la nostra società'.
Una nota alla quale è seguita dopo appena un'ora quelle di tutto l'arco del centrosinistra modenese: Partito Democratico e Conferenza donne democratiche, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Azione, Partito Socialista Italiano, Emilia Romagna civica ed Italia Viva, Cgil, Cisl e Uil.
Massimo Paradisi, segretario Pd Federazione di Modena, Patrizia Belloi, portavoce Conferenza Donne Democratiche di Modena, Giorgia Baroli e Giorgio Bolognesi, portavoci Avs, Massimo Bonora, coordinatore provinciale Movimento 5 Stelle, Stefania Cargioli, segretaria provinciale Azione, Graziella Giovannini, segretaria provinciale PSI, Rosario Maragò, coordinatore provinciale Emilia Romagna Civica/ Progetto Civico Italia, Franco Maria Tonelli, presidente provinciale Italia Viva, Aurora Ferrari, segreteria provinciale CGIL, Rosamaria Papaleo, segretaria provinciale CISL, Roberto Rinaldi, segretario provinciale UIL, hanno preso carta e penna per 'mobilitarsi insieme per dire no al negazionismo della violenza sulle donne'.
Ora, come si possa desumere dal semplice titolo di una locandina che gli organizzatori 'neghino la violenza sulle donne' è un mistero. Affermare che 'la violenza non ha genere' può apparire provocatorio, ma è un dato di fatto, a meno che non si voglia negare l'esistenza delle carceri femminili, a meno che non si vogliano cancellare gli ultimi due delitti avvenuti a Modena per mano - stando alle indagini in atto - di due donne, quello di via Tignale del Garda con vittima Rolando D'Ulizia e quello di Montese con vittima Daouda Sangaré. Questo ovviamente non significa che il numero di donne uccise da uomini sia statisticamente nettamente superiore a quello di uomini uccisi da donne.
Ancora più ridicola in questo contesto l'accusa di 'grumi patriarcali' evocata da sindaco e assessore. Cosa c'entri il patriarcato con un convegno scientifico - del quale si conosce solo il titolo - è un abisso imperscrutabile. Un'ossessione della sinistra senza alcun legame con la realtà e - soprattutto - senza alcun legame con le storiche battaglie sociali della sinistra.
Eppure questo succede a Modena. Un coro unanime, una unità ritrovata per scagliarsi contro un convegno scientifico. Non un sacrosanto moto di rabbia verso un raduno di neofascisti, non una condanna alla condizione femminile nel mondo islamico. No. L'indignazione e la ferma censura riguarda medici, psicologi e avvocati che parlano di un tema specifico, che nulla nega rispetto ad altri temi. A meno che non si pensi che un convegno sulla alimentazione scorretta nei bambini, neghi i problemi di anoressia negli adulti.
Funziona così, perchè 'la lotta al patriarcato' è l'obiettivo facile, la battaglia che unisce tutti nel centrosinistra, la sfida che non disturba e che consente - almeno così si pensa - di raccogliere gli applausi del proprio 'popolo'. Mandando alle ortiche ogni tentativo di analizzare la complessità, rinunciando al tentativo di guardare il mondo per quello che è, accontentandosi di compiacere le 'associazioni amiche' perchè - in questo caso - troppo pavidi per non accontentarle.
Allora perchè non vedere il patriarcato ovunque, anche nel commento a una partita di calcio, in una sfilata di moda o in un torneo di bridge? Grumi di patriarcato sotto ogni pietra. Con buona pace delle donne che vengono uccise ogni giorno e che la distinzione tra la parola 'femminicidio' e 'omicidio' non riporterà mai in vita. Con buona pace di chi - a partire dalla temuta destra di Vannacci - ha campo libero nel deridere questa follia ideologica, costruendo su di essa un castello che capovolge pericolosamente - questo sì - la realtà.
Giuseppe Leonelli

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