Lo mette nero su bianco l'atto firmato tre giorni fa dalla dirigente comunale del welfare, che chiude una gara aperta lo scorso maggio per destinare, dall'1 settembre e per i prossimi due anni, il volto dell'assistenza abitativa cittadina per le persone in condizioni di disagio.
I numeri sono da fatturato da azienda 2.931.570 euro di valore complessivo per il primo biennio di servizio, di cui oltre 2,7 milioni pagati direttamente dal Comune e il resto, circa 200mila euro, derivanti dalla compartecipazione economica degli stessi utenti ospitati nelle strutture di più lunga permanenza.
A guadagnarsi la fetta più consistente è la Hyma srl, (già nota per avere gestito alloggi nel residence Costellazioni), e che con la sua rete di affittacamere e alloggi metterà a disposizione, in virtù del nuovo affidamento, 56 camere per l'accoglienza di media e lunga durata: oltre un milione e seicentomila euro netti, che diventano quasi un milione e ottocentomila con l'Iva, per un servizio che comprende anche la fornitura di ventiquattromila pasti nel biennio. La tariffa giornaliera concordata per camera è di 33,33 euro, a cui si aggiungono 9,95 euro per ogni pasto: un costo medio per posto letto che, spalmato sui due anni di contratto, resta il più contenuto tra tutti i lotti aggiudicati, complice anche il ribasso più basso dell'intera gara, appena lo 0,51%, segno di un mercato dove la concorrenza si è fatta sentire poco.
Il ribasso maggiore lo mette sul tavolo invece un ente del terzo settore di Carpi, la Casa della Divina Provvidenza Ramo ETS, conosciuta come Agape di Mamma Nina: una riduzione dalla base dell'11,64% per aggiudicarsi il lotto dei percorsi di alta autonomia, portando letteralmente 'a casa' 283.824 euro netti per otto camere destinate a persone in percorsi di autonomia avanzata, a una tariffa di 48,60 euro al giorno a camera, la più alta tra quelle spuntate in gara, legato al livello di assistenza più strutturato richiesto da questo servizio.
Più economico, e proporzionalmente più capillare, il modello degli altri due lotti a gestione cooperativa.
Sul fronte della pronta accoglienza, quella diurna e notturna in emergenza sociale, la spunta l'Hotel La Pace storica realtà modenese nei pressi della stazione ferroviaria, destinataria di un impegno (non è detto che l'impegno del comune si tramuti in spesa effettiva), di 375.220 euro netti per otto camere: la tariffa offerta, a carico del Comune, va dai 60,50 euro al giorno per la camera singola ai 70,50 per la doppia, fino agli 80,50 per la tripla, un ventaglio di prezzi pensato per rispondere in fretta a emergenze abitative di diversa entità. Più contenuto l'affidamento alla Casa del Viandante a Modena Ovest, che con 131.400 euro si aggiudica l'accoglienza diurna in affittacamere per dieci posti, a una tariffa di 18 euro pro capite al giorno — il costo unitario più basso di tutti i i lotti affidati. Sei su sette quelli concessi. Un rimane fuori. Il quarto lotto, pensato per dodici posti in contesti comunitari di tipo alberghiero per un valore a base di gara di 118.260 euro, e che resta senza soggetti proponenti.
Oltre ai costi diretti procedure di questo tipo comportano ingenti costi anche di istruttoria da parte del Comune. Per la realizzazione di un bando diviso in sette lotti, per l'analisi delle proposte, per la valutazione e l'istruzione nei confronti degli operatori con documentazione da integrare, verifiche sui requisiti generali e speciali, controlli sui contratti collettivi applicati al personale.
Il servizio, attivo dal primo settembre, dovrà garantire continuità senza interruzioni: la stazione appaltante si è riservata la facoltà di far partire l'esecuzione degli appalti anche prima della firma dei contratti, proprio per non lasciare scoperti i nuclei più fragili, famiglie con minori in testa, che il servizio sociale territoriale ha già individuato come destinatari.
Nella foto, una delle soluzioni proposte da una delle strutture affidatarie del servizio e, nel riquadro, il vicesindaco e assessore alle politiche della casa del Comune di Modena, Francesca Maletti


