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Amministrative 2027 a Modena, il Pd frena Trande: 'Le scelte devono continuare a maturare nei territori'

Amministrative 2027 a Modena, il Pd frena Trande: 'Le scelte devono continuare a maturare nei territori'

'Il Pd c'è, è disponibile al confronto e sente fino in fondo la responsabilità del proprio ruolo. Una responsabilità che significa guidare, non imporre'


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“Ho letto le parole del consigliere regionale AVS Paolo Trande, e credo che la discussione sul futuro del centrosinistra modenese debba essere affrontata con serietà e con la consapevolezza che il 2027 richiede di iniziare per tempo a costruire un percorso condiviso. Il Partito Democratico è disponibile al confronto, come lo è sempre stato, e considera utile l'idea di un tavolo provinciale, se questo può servire a mettere in comune idee, priorità e una prospettiva per i nostri territori'. Così il segretario della Federazione provinciale Massimo Paradisi. 

'Non a caso, la prima iniziativa della Festa Provinciale dell'Unità è stata dedicata proprio al futuro del centrosinistra, mettendo attorno allo stesso tavolo tutte le forze del campo democratico, progressista, ambientalista e civico, quindi anche la stessa AVS, che si riconoscono nei valori del centrosinistra. È stata una scelta precisa: aprire da subito una discussione larga, senza recinti e senza veti, sul progetto politico che vogliamo costruire insieme'.

'Siamo disponibili a discutere, ma questo confronto deve riguardare tutti, e partire dalla consapevolezza che il Pd, in questi anni, ha svolto e continua a svolgere una funzione fondamentale di costruzione e di tenuta della coalizione sia di durante i momenti elettorali, dove si vince e si perde tutti insieme condividendo sin dall’inizio ogni sfida, sia durante l’attività amministrativa.

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Il Partito Democratico sente infatti una precisa responsabilità politica: quella di essere la principale forza del centrosinistra e, proprio per questo, di lavorare per tenere insieme sensibilità diverse attorno a un progetto comune. È una responsabilità che esercitiamo ogni giorno, dalla Regione Emilia-Romagna ai tantissimi Comuni della provincia di Modena nei quali le forze del centrosinistra governano insieme'.

'È una responsabilità che significa trovare sintesi, ascoltare le comunità, condividere le scelte e assumersi il compito di costruire risposte concrete per i cittadini. Non la consideriamo come un diritto a decidere da soli, ma un dovere a cui non intendiamo sottrarci. In molti Comuni le forze del centrosinistra collaborano quotidianamente, condividono responsabilità, discutono e trovano sintesi, ottenendo risultati importanti e concreti per le loro comunità. È questa esperienza di governo che dobbiamo valorizzare: quella fatta da amministratori, assessori, consiglieri e forze politiche diverse che lavorano insieme. Non sempre saremo d'accordo su tutto, ed è giusto che sia così. Ma la capacità di mettere insieme sensibilità diverse e trasformare le differenze in una sintesi di governo è precisamente una delle forze del centrosinistra modenese'.

'In questo percorso, la valorizzazione dei territori deve essere centrale.

Le amministrative si vincono e si perdono nei Comuni, dentro le comunità, conoscendone i bisogni e costruendo rapporti di fiducia con i cittadini. Per questo non possiamo immaginare un percorso calato dall'alto o un modello uguale per tutti. Così come non possiamo di certo replicare, a livello locale, un confronto come quello che ha avuto inizio, a livello nazionale, troppo concentrato su candidature e poco su come rispondere ai tanti problemi quotidiani di elettrici e elettori. Un tavolo provinciale può essere certamente utile, ma deve avere una funzione di coordinamento, confronto e costruzione di una visione comune, non di sostituzione delle realtà territoriali. Le scelte dovranno continuare a maturare nei territori, con il coinvolgimento delle forze politiche e civiche locali e nel pieno rispetto della loro autonomia. Questo vale per i programmi, per le alleanze e anche per l'individuazione delle candidature. Il livello provinciale può aiutare a mettere in rete le esperienze e a favorire la condivisione, ma non può comprimere l'autonomia dei territori. Il confronto deve quindi essere aperto, franco e anche esigente, ma deve avvenire tra forze che si riconoscono reciprocamente come protagoniste di un'esperienza comune. Il nostro obiettivo deve essere quello di costruire, Comune per Comune, le condizioni per continuare a governare bene dove governiamo, e per tornare a governare dove abbiamo perso - aggiunge Paradisi -.
Il Partito Democratico c'è, è disponibile al confronto e sente fino in fondo la responsabilità del proprio ruolo. Una responsabilità che significa guidare, non imporre; costruire sintesi, non dividere; tenere unita la coalizione e creare le condizioni perché tutte le forze che ne fanno parte possano dare il proprio contributo. È questa la responsabilità che intendiamo esercitare anche in vista del 2027: costruire un centrosinistra unito, plurale e radicato nelle comunità, capace di partire dai territori per arrivare a una proposta politica comune'.

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