Su questa scelta interviene oggi con una lettera aperta al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il consigliere comunale di maggioranza, Paolo Ballestrazzi.
Illustrissimo signor sindaco, abbiamo letto - con un certo stupore e molte perplessità - la nota diffusa dalla Fondazione di Modena per dare notizia 'dell' avvenuto adeguamento dello statuto alle direttive ministeriali' e del contemporaneo allungamento del mandato degli amministratori che, a vario titolo, rimarranno in carica fino al 2029! Occorre dire che il 'via libera' concesso dal ministero, al termine di un accordo nazionale con l'Associazione che riguarda tutte le fondazioni, non ha un riferimento specifico per la realtà modenese - e non potrebbe essere altrimenti - ma è un provvedimento 'erga omnes'. Un' ultima iniziativa legislativa, di cui non si sentiva certo la mancanza, che viene ad aggiungersi alle oltre settantamila (lo scrivo anche in cifre: 70.000!) leggi la cui semplice lettura, secondo uno studio della Banca d'Italia, impegnerebbe un cittadino di media cultura per più di cinque anni a testimonianza della sua completa impraticabilità.
Lo studio, infatti, dimostra inequivocabilmente come le leggi inutili o 'mal scritte' siano una delle cause principali di intralcio dell' economia e, alla lunga, un modo per non affrontare in modo serio e concreto i problemi. Esattamente come il nuovo statuto approvato dalla Fondazione di Modena che - sempre secondo la nota diffusa da 'loro stessi' - dovrebbe contribuire a 'tutelare il patrimonio destinato alla comunità'.
Peccato che questi amministratori non conoscano appieno il paradosso della 'moglie di Cesare' visto che per cinque anni (anche questo lo scrivo in cifre:5 anni!) si sono fatti sfilare sotto il naso più di un milione di denaro dei modenesi senza, peraltro, sapere, fino ad oggi quale destinazione abbia preso e se esista una possibilità di recupero!
E la 'continuità' oggi è di moda: sembra la stessa che sta festeggiando il governo-Meloni! Ma la massima impudenza espressa - sempre dalla nota - è nel paragrafo ove si specifica che 'i componenti agiscono in piena autonomia, non rappresentano gli enti che li designano e svolgono le proprie funzioni senza vincolo di mandato'!
Ma vogliamo scherzare o continuiamo a dare corpo a questa ipocrisia? Un'ipocrisia pericolosa e perniciosa perchè basta leggere i giornali per rendersi conto di come, dopo la sbornia demagogica e giustizialista di tangentopoli che ha sbaragliato le strutture politiche, la corruzione ed il malaffare in Italia siano aumentati. E non di poco! Signor sindaco, una legge a mio avviso sbagliata, Le consente di nominare i rappresentanti del Comune negli enti e nelle società in piena autonomia, dopo un' audizione in Consiglio comunale che potrebbe essere catalogata come la 'promenade' che facevano in passerella le ballerine dell' avanspettacolo, ma questo processo la carica di grandi e gravi responsabilità perchè stiamo parlando di 'nominati', non eletti dai cittadini.
E poi per garantire cosa: la stabilità? Ma stabilità - al netto dei contenuti e dei risultati - al massimo è una 'condizione' , mai un progetto o una categoria politica se non una mistificazione, vera e propria, per giustificare l' immobilismo! E' chiaro che non riguarda il caso della Fondazione che, anzi, anche attraverso la nota diffusa, rivendica il 'diritto' di avere un ruolo attivo e proprio questa pretesa apre un altro problema di non secondaria importanza: quello del rapporto fra l'Amministrazione ed i 'poteri forti'. Solo alcuni giorni fa una cittadina su La Pressa, si chiedeva, assai polemicamente, quando la 'politica' ha lasciato campo allo strapotere delle società ed agli enti, pubblici o privati, che muovono grandi capitali e sono pertanto in grado di condizionare l'intera attività di governo. E' evidente che la condivisione di questa ipotesi costituisce la premessa che rafforza l' astensione dal voto con tutto ciò che ne consegue e che impone, da parte nostra, una risposta corroborata dai fatti. Anche perchè, come modenesi e come amministratori, li abbiamo vissuti sulla nostra pelle. Le chiedo pertanto, signor sindaco, se non ritenga opportuno, in seno all' ANCI, sollecitare un confronto su questi problemi onde stimolare un Parlamento imbelle ed un governo distratto a promulgare leggi che favoriscano la crescita degli spazi della democrazia piuttosto che continuare, con pervicace ostinazione, con questa follia concentrazionaria.
Con il dovuto ossequio.
Paolo Ballestrazzi - PRI/AZIONE/SL


