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Amministrazione 2027 a Modena, dopo la sconfitta a Vignola Avs gioca d'anticipo: 'Serve tavolo provinciale'

Amministrazione 2027 a Modena, dopo la sconfitta a Vignola Avs gioca d'anticipo: 'Serve tavolo provinciale'

Trande: 'La bruciante sconfitta di Vignola, nel giugno di quest’anno, insieme ad altri segnali, nazionali e locali, sembra non sia stata compresa'


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'Nel 2027 in provincia di Modena si voterà per nove comuni, tre dei quali sopra i 15.000 abitanti e quindi con il doppio turno, cinque a guida di centrosinistra. La bruciante sconfitta di Vignola, nel giugno di quest’anno, insieme ad altri segnali, nazionali e locali, sembra non sia stata compresa sino in fondo da una parte del centro-sinistra. Omissioni di analisi e, sin qui, assenza di confronto tra le forze progressiste e democratiche lasciano immaginare che si voglia affrontare la tornata elettorale con uno schema molto pericoloso che prevede un eccesso di continuità programmatica, di candidature e con le altre componenti, oltre il partito maggiore, il Pd, in ruoli ancillari. Insomma, mi si perdoni la semplificazione: il Pd ci mette i candidati sindaci e gli altri ci mettono solo i voti'. Così Paolo Trande, consigliere regionale Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna.

 

'Se è così, il rischio di uscirne sconfitti, come è accaduto a Vignola, è molto alto. Se non si affrontano le sfide, ognuna delle nove, mettendo al centro programmi capaci di segnare una netta discontinuità sui temi del lavoro e dei salari, della salute, del ruolo del pubblico nei “beni comuni”, del cambiamento climatico, del diritto alla casa e dei diritti sociali e civili in generale, non ci sono vittorie scontate.

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Così come serve una nuova idea di sviluppo, sostenibile e quindi meno “sviluppista a ogni costo”, che metta al centro il contrasto alla cementificazione e al consumo di suolo, la qualità urbana e ambientale e il benessere delle comunità. Anche il confronto sulle candidature a sindaco va avviato senza automatismi e senza ipoteche. Altro elemento rilevante sarà l’eventuale, ipotizzato da alcuni, abbinamento con le elezioni politiche nazionali che, al momento, vede la coalizione progressista ancora come un cantiere aperto - continua Trande -. Il tempo passa, mancano pochi mesi. Il confronto programmatico a partire da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, M5S, moderati anti-destra e, noi aggiungiamo e auspichiamo, Partito della Rifondazione Comunista non sarà semplice, così come il confronto sulle candidature a sindaco. Ma proprio per questo servono unità e coraggio. La situazione economica e sociale, a partire da disuguaglianze e precarietà in crescita, e gli effetti del cambiamento climatico, dalle ondate di calore agli eventi estremi, richiedono “radicalità di governo” nei progetti, il massimo dell’unità possibile e la generosità necessaria a favorire pari dignità e pluralismo tra tutte le forze politiche alternative alla destra.
Rompere l’unità sarebbe un errore grave, per i comuni al voto e per le ricadute sulla costituenda coalizione nazionale, che nessuna forza democratica e progressista può assumersi. Ma questo anelito all’unità non può diventare l’alibi per ultimatum, forzature o riproposizioni di candidature magari appartenenti ad altre fasi storico-politiche'.

 

'Ritengo essenziale ed utile, perciò, che si istituisca un tavolo provinciale per la definizione delle linee guida alla base del confronto, ovviamente specifico e autonomo, nei diversi nove comuni, con spirito inclusivo, apertura, pluralismo e senso della strategicità del compito che abbiamo dinanzi, per le comunità locali al voto e per l’obiettivo nazionale di sconfiggere la pessima e incapace destra al governo' - chiude Trande.

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