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Quale futuro per l’ospedale di Mirandola? Assemblea pubblica il 7 ottobre a Palazzo Vischi

Quale futuro per l’ospedale di Mirandola? Assemblea pubblica il 7 ottobre a Palazzo Vischi

I comitati per la difesa a confronto con i cittadini. Al centro del dibattito il piano di integrazione con l'ospedale carpigiano e il rischio di un ridimensionamento di quello di Mirandola


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Si terrà mercoledì 7 ottobre alle 20.30, a Palazzo Vischi di Mirandola, l’assemblea pubblica dal titolo “Quale ospedale per la nostra comunità?”, promossa dal Comitato Salviamo l’Ospedale della Bassa ODV insieme alle associazioni La Nostra Mirandola ODV e Giardino Botanico La Pica.
L’incontro si propone come un momento di confronto pubblico su un tema che da anni anima il dibattito politico e sanitario della Bassa modenese: il futuro dell’ospedale Santa Maria Bianca e il suo ruolo all’interno della rete sanitaria provinciale.
Non a caso i relatori invitati sono tra coloro che da tempo chiedono garanzie precise sul mantenimento e sul rafforzamento dell’ospedale di Mirandola. Un fronte che guarda con crescente preoccupazione al percorso di integrazione tra gli ospedali di Mirandola e Carpi e, soprattutto, alla prospettiva della realizzazione del nuovo ospedale carpigiano.

Secondo i promotori dell’iniziativa, il rischio è che il nuovo assetto determini uno spostamento sempre più marcato del baricentro sanitario dell’Area Nord verso Carpi e, di conseguenza, verso l’asse emiliano occidentale, con un progressivo depotenziamento della struttura mirandolese. Una prospettiva che, nelle posizioni sostenute da anni dai relatori della serata, potrebbe portare nel tempo alla perdita di funzioni ospedaliere strategiche fino a trasformare il Santa Maria Bianca in una struttura
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prevalentemente ambulatoriale o in una Casa della Comunità, snaturandone il ruolo di presidio ospedaliero di riferimento per la Bassa.

Sul tavolo resta una questione considerata cruciale dai promotori dell’assemblea: la coerenza delle scelte future con le linee di indirizzo approvate dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria nel 2020, che indicavano l’obiettivo di mantenere Carpi e Mirandola come due ospedali di pari livello all’interno della rete provinciale. Secondo i sostenitori dell’iniziativa, un rafforzamento unilaterale del polo carpigiano rischierebbe invece di sancire definitivamente il superamento di quel principio, mettendo al tempo stesso la parola fine all’ipotesi, più volte avanzata negli anni, di un ospedale baricentrico dell’Area Nord come risposta alle esigenze di un vasto bacino territoriale.

Ad aprire il confronto sarà il dottor Sergio Penitenti con la relazione “Ospedale di Mirandola: cronaca di una morte annunciata?”, già dal titolo fortemente provocatorio e orientata ad analizzare le criticità che, secondo molti cittadini e comitati, stanno interessando il presidio mirandolese.
Seguirà l’intervento del dottor Stefano Toscani, dedicato al tema “Un ospedale di livello per i cittadini della Bassa”, mentre Ubaldo Chiarotti tornerà a rilanciare un’ipotesi storicamente sostenuta da amministratori, associazioni e rappresentanti del territorio: quella di un ospedale collocato al centro dell’Area Nord, capace di
servire in modo equilibrato tutti i comuni della Bassa.

A completare il quadro sarà il contributo del dottor Stefano Cencetti sul rapporto tra distretto biomedicale, ricerca e sistema sanitario, con una riflessione sul valore aggiunto che un territorio unico come quello mirandolese potrebbe offrire alla sanità pubblica.
La serata sarà presieduta da Luigi Costi, già sindaco PD di Mirandola, Nicoletta Vecchi Arbizzi (Associazione La nostra Mirandola ODV), e Giorgio Cavazza, referente dell'associazione Giardino Pica, già candidato M5S alle elezioni amministrativa.

Nella foto, l'ingresso dell'ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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