In attesa di un passaggio formale alla formazione di Matteo Renzi, che porrebbe il consigliere Giacobazzi di fatto nella maggioranza di centro sinistra (avendo Italia Viva appoggiato Massimo Mezzetti alle scorse elezioni all'interno dela lista civica Unti per Modena), l'ex esponente di Forza Italia ha annunciato, non avendo la possibilità costituire un gruppo misto, di creare nei tempi stretti dettati dal presidente del Consiglio un gruppo che, sulla base di alcune opinioni raccolte nella chat di fedelissimi, potrebbe chiamarsi 'Modena Libera'. 'Un gruppo che non sarà in maggioranza, come alcuni hanno già detto. Voterò sulla base delle cose giuste, non dai condizionamenti di partito' - afferma Giacobazzi. Rispetto al proprio ruolo di Vicepresidente del Consiglio Comunale, ruolo di garanzia che solitamente spetta ad un esponente ell'opposizione e che Giacobazzi ha rimesso nelle decisioni del Consiglio stesso, ha ironizzato: 'Non so cosa succederà so che quel ruolo risveglia appetito'.
Da solo in conferenza stampa (con lui ma non al tavolo il già referente dimissionario di Forza Italia giovani Gianmarco Nardini), Giacobazzi spiega l'uscita da Forza Italia, dopo più di dieci anni alla guida del partito a Modena, (divisi tra 8 come commissario e dopo il congresso del 2023 e fino a ieri come coordinatore eletto), come una decisione necessaria per uno come lui che, dice, avrebbe voluto solo fare politica occupandosi dei 'temi che interessano le persone'. Cosa che sarebbe stata sempre più difficile fare a cause delle divergenze e dei veti interni al partito che a livello provinciale ha definito bicefalo. E qui il riferimento alla rivalità tra la sua linea e quella di Antonio Platis, che ha avuto un picco in occasione della doppia candidatura alle elezioni regionali, è emerso chiaramente. 'Una persona non eletta non dovrebbe dettare la linea a livello locale'. afferma. 'Vedo dirigenti che inseguono nomine, incarichi e pennacchi invece di costruire un partito e di occuparsi dei temi'.
Una situazione che negli ultimi due anni avrebbe assunto livelli totalizzanti, anche in riferimento alla subalternità del partito agli alleati. 'Già nel 2024denunciai un appiattimento di Forza Italia verso gli alleati, Lega e Fratelli d'Italia. Purtroppo la strategia a livello locale è quella esclusivamente funzionale alle candidature alle elezioni regionali.
Tra i passaggi più duri sul piano della critica al partito, quello sui congressi. Giacobazzi ha raccontato che voci interne parlavano di rinviare anche quelli provinciali a causa delle elezioni politiche del prossimo anno, mentre lui attendeva il 16 dicembre, data della sua decadenza, per un congresso vero 'con le tessere, i gazebo e i voti'. 'Un partito non può crescere se il nazionale nomina il regionale, il regionale il provinciale e il provinciale il comunale'.
Emorragia in Forza Italia
Giacobazzi ha tracciato un quadro di abbandoni del partito che non riguarderebbe solo Modena. 'Due giorni fa è uscita gran parte della giovanile di Napoli, il mese scorso alcuni dirigenti modenesi sono passati a Futuro Nazionale, una quarantina di giovani di Bologna sono approdati ad Azione. A Modena, altri sono confluiti in Italia Viva o con Calenda. Nei prossimi giorni altri dirigenti e consiglieri usciranno dal partito. Se tante persone con ruoli dirigenziali se ne vanno qualcuno deve farsi delle domande così come dovrebbe farsi delle domande sulla mancata celebrazione dei congressi e a chi sono state affidate le chiavi di casa'.
Guardo ad un vero centro e ad una politica otlre gli slogan
Lo sguardo di Giacobazzi si è poi allargato al quadro nazionale: 'Auspico un vero centro, che vada oltre alle rigidità di un sistema bipolare che a suo giudizio ha cristallizzato le decisioni politiche. Oggi c'è troppa distanza tra Palazzo e cittadini. Viviamo nella politica degli slogan, dalla remigrazione al salario minimo.
Giacobazzi chiude citando il messaggio che - dice - ho ricevuto da un senatore appreso della sua uscita dal partito 'Temo che tu sia rimasto fermo e che sia Forza Italia ad essersi spostata'.
Nessun rimpianto, quantomeno dichiarato, anzi. 'Nonostante i tanti anni in Forza Italia non è una scelta sofferta ma liberatoria. Era più doloroso restare in un contenitore che non era più quello di prima'.


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