Fermare l'effetto valanga dei rincari che pesano sui bilanci delle famiglie modenesi, e del resto dell’Emilia-Romagna, istituzionalizzando il confronto preventivo con i cittadini. Questo l'obiettivo dell'interpellanza depositata in Regione da Vincenzo Paldino, consigliere regionale e capogruppo dei ‘Civici con De Pascale’.
L’atto nasce dall’allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori emiliano-romagnole, anche in scia a quanto accaduto a Modena con gli aumenti di rifiuti e biglietti del bus arrivati senza nessun preavviso per i cittadini. Le sigle denunciano, in particolare, una diffusa incertezza economica legata al rialzo dei beni energetici e al rischio di una nuova fase inflattiva. A gravare sulle tasche dei cittadini è una pluralità di incrementi tariffari in settori vitali: dai ticket sanitari e dal bollo auto (conseguenza dei tagli del Governo nazionale al Servizio sanitario) alle rette di RSA e scuole d'infanzia, fino ai titoli di viaggio del trasporto ferroviario regionale, del trasporto pubblico locale, dei rifiuti e dell'acqua. Una sommatoria di rincari che, uniti, genera un impatto insostenibile sui bilanci familiari.
Per arginare questa tendenza, l'interpellanza a firma Paldino sposa la proposta delle associazioni dei consumatori di istituire un Osservatorio regionale sulle tariffe dei servizi pubblici.
Uno strumento snello e partecipato che permetterà alla Regione e alle associazioni stesse di monitorare costantemente ogni singola variazione dei costi.'L'Osservatorio mira a evitare aumenti selvaggi' – spiega Paldino –. 'Vogliamo mettere a sistema un quadro conoscitivo unitario e accessibile, affinché ogni centesimo chiesto in più ai cittadini sia giustificato, comprensibile e soprattutto discusso in anticipo con chi rappresenta gli utenti'.
'Non possiamo più tollerare – continua il consigliere regionale – che i cittadini subiscano decisioni calate dall'alto, scoprendo gli aumenti direttamente dalle notizie di stampa o, peggio ancora, al momento del pagamento. Pensiamo a quanto accaduto recentemente a Modena, dove i modenesi si sono visti aumentare i biglietti dell'autobus e le tariffe dei rifiuti da un giorno all'altro, senza un vero confronto preliminare e senza preavviso da parte dei soggetti gestori. È proprio questo corto circuito che vogliamo evitare: la frustrazione e il distacco dei cittadini nascono dalla mancanza di trasparenza. Se da un lato la Regione Emilia-Romagna ha già consolidato una buona pratica di concertazione con le parti sociali prima di assumere decisioni formali, lo stesso non si può dire per molti altri enti e gestori privati che operano sul territorio'.




