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Coldiretti demolisce Ceta: 'Un regalo alle lobby che penalizza l'agricoltura'

Coldiretti demolisce Ceta: 'Un regalo alle lobby che penalizza l'agricoltura'

L'Associazione denuncia come nell'accordo economico e commerciale globale tra l'Ue e il Canada (al via oggi), siano compresi meno della metà dei prodotti modenesi tipici


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L’accordo CETA è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che penalizzerà l’agricoltura dell’Emilia Romagna e il made in Italy in generale. Lo afferma Coldiretti Modena in occasione dell’entrata in vigore provvisoria che prende il via da oggi dell'accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra l'Ue e il Canada.

L’accordo – sostiene Coldiretti Modena – avrà riflessi pesanti in tema di trasparenza e ricadute sanitarie e ambientali che metteranno sotto scacco nella nostra regione produzioni di eccellenza e importanti colture estensive come i cereali. Per la prima volta nella storia – denuncia Coldiretti – l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, come il Parmigiano Reggiano che si vedrà affiancato sui mercati dalla produzione canadese di “Parmesan”.

La svendita dei marchi storici del made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea Coldiretti Modena – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni.

 Secondo Coldiretti Modena dei 13 prodotti a denominazione di origine di Modena, solo 6 vengono riconosciuti dal Ceta, mentre gli altri non avranno nessuna tutela.

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Inoltre i produttori di grano – denuncia Coldiretti – non potranno dormire sonni tranquilli perché l’accordo uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia.

Coldiretti è impegnata a livello provinciale, regionale e nazionale in una mobilitazione permanente contro la ratifica del trattato con l’iniziativa #stopCETA, che si è concretizzata con interventi per interessare la Regione e le amministrazioni locali.

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