Si ritiene parte lesa di una vicenda che ha conquistato la ribalta delle cronache, e fa appello al parlamento affinché sia varata presto una norma che tuteli le imprese ed il territorio dal rischio di infiltrazione da parte dalle cooperative spurie.
Nel giorno del reintegro dei lavoratori che nei giorni scorsi avevano partecipato alla manifestazione Si Cobas davanti ai cancelli dello stabilimento, i vertici Italpizza chiedono alle istituzioni di affrontare il nodo delle false cooperative
'Una necessaria presa di coscienza da parte di Istituzioni e più alte rappresentanze del mondo cooperativo per
garantire strumenti di difesa contro il rischio di infiltrazioni da parte di finte cooperative e a tutela della libertà di impresa e dei diritti dei lavoratori stessi' - afferma Andrea Bondioli, rappresentante delegato di Italpizza.
'Pur operando nel pieno rispetto delle norme in vigore ed anzi ponendoci da sempre a garanzia e a tutela della piena e corretta applicazione dei contratti, ci siamo trovati ad affrontare gli effetti di quello che è un vero e proprio vuoto normativo. Ben venga dunque un’azione di rilancio contro il proliferare delle cooperative spurie non solo attraverso azioni simboliche e bandiere ideologiche ma attraverso un percorso normativo che colmi il vuoto sottolineato appena pochi giorni fa
“Il tratto distintivo della nostra azienda e del nostro prodotto unico al mondo – spiega ancora Bondioli – è quello della manualità ed artigianalità del processo produttivo che non viene risolto attraverso l’impiego di macchinari, come fanno i nostri competitors, o delocalizzato dove la manodopera non è tutelata, ma attraverso la sottoscrizione di commesse e contratti secondo un iter riconosciuto dalla legge e coinvolgendo solo ed esclusivamente soggetti certificati, aderenti
alle principali centrali cooperative, vigilate e ispezionate da organi super partes come l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Questo ci permette di garantire l’artigianalità del nostro prodotto attraverso l’impiego del 50-65% di manodopera in più rispetto ad altre realtà che realizzano un prodotto “apparentemente” simile, con positive ricadute sui livelli
occupazionali di questo territorio”.
Mentre fuori dallo stabilimento di San Donnino veniva perpetrata una rivendicazione che niente aveva a che fare con i diritti dei lavoratori, il sindacato confederale UIL, largamente e storicamente più rappresentativo all'interno dalle due Cooperative, continuava ad operare per concludere la contrattazione di secondo livello che porterà ulteriori aspetti migliorativi in un
percorso, civile e democratico, che viene condotto anche assieme alle rappresentanze di Cgil e Cisl.
“Italpizza
e di tutti i lavoratori delle cooperative, e siamo certi che superare questa ulteriore sfida ci renderà più forti, più coesi e convinti di migliorarci ancora in futuro”.


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