Attivita' 'non necessarie alla produzione' sospese e lavoratori in ferie o recupero in attesa degli ammortizzatori sociali. Turni rigidi in produzione, dove la flessibilita' e' congelata in attesa che la bufera sia finita.
Mentre, anche a Bologna, sale la tensione tra lavoratori e aziende sulle misure di tutela adottate in fabbrica (per alcuni la soluzione e' semplice: chiudere tutto per due settimane), Ducati frena e si prepara a gestire l'emergenza coronavirus, innanzitutto sospendendo le attivita' non indispensabile e regolamentando le altre. In una comunicazione inviata a tutto il personale, l'azienda motociclistica spiega che dal 13 al 25 marzo, in attesa che il governo dia il via libera agli ammortizzatori sociali, saranno sospese tutte le attivita' non necessarie alla produzione. I responsabili dei vari uffici comunicheranno ai lavoratori chi dovra' continuare a lavorare.
Chi non verra' contattato, puo' considerarsi 'in ferie'. Il personale in servizio, se possibile, potra' utilizzare lo smart working. Chi non e' chiamato in servizio potra' utilizzare tutti le ferie, i permessi e i riposi maturati nel 2019 e non ancora utilizzati. Queste disposizioni non riguardano le aree di assemblaggio (motore e veicolo), che, pero', nei prossimi giorni dovranno articolarsi su due turni (6-13 e 13.30-20.30). La flessibilita' positiva e' sospesa fino a nuova comunicazione. Le lavorazioni meccaniche resteranno aperte e non cambieranno orari.
Il piano, specifica Ducati, potrebbe cambiare in base alle decisioni che prendera' nei prossimi giorni il governo.

