Lo sciopero prevede un corteo per le vie di Rio Saliceto con concentramento alle 9.30 in via Lodovico 6 sede storica della manifattura Riese.
Da lì partirà un corteo per via XXV Aprile fino alla piazza del mercato rionale di Rio Saliceto fino alle ore 12 con banchetto presso il mercato durante il quale saranno distribuiti volantini per informare la cittadinanza di quanto sta avvenendo.
'La scelta del luogo del presidio è determinata dal fatto che a Rio Saliceto è nata l’azienda e tutt’ora una parte importante della proprietà è legata alla cittadina in provincia di Reggio Emilia. Si allarga intanto la solidarietà di atri settori alle maestranze della Navigare già espressa nei precedenti presidi da parte di delegati di altre aziende. Domani la Goldoni, azienda metalmeccanica sita tra Carpi e Rio Saliceto ben nota alle cronache per le lotte che hanno portato alla salvezza di centinaia di posti di lavoro, effettuerà due ore di sciopero a sostegno della vertenza di lavoratrici e lavoratori della Manifattura Riese-Navigare - affermano Cgil, Cisl e Uil -. Al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza della Manifattura Riese tenutosi da remoto il 19 luglio scorso erano presenti i rappresentanti sindacali della Filctem Cgil nazionale dell’Emilia-Romagna, di Modena e Carpi, la Filcams/Cgil nazionale rappresentata dai delegati di Modena, la Femca Cisl nazionale e dell’Emilia Romagna. Presenti inoltre i rappresentanti di Confindustria Emilia-Romagna, del ministero dello Sviluppo Economico, i Sindaci dei territori interessati (Carpi e Rio Saliceto) e l’assessorato al lavoro della Regione Emilia-Romagna'.
'Tutte le parti erano presenti al tavolo tranne l’azienda e i suoi rappresentanti. Questa assenza è un fatto gravissimo nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori e delle loro famiglie - hanno commentato i sindacalisti -. Abbiamo chiesto al Mise e alla Confindustria regionale di condannare pubblicamente l’atteggiamento dell’azienda Manifattura Riese che, come è noto, ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività mettendo in liquidazione l’azienda solo per fini speculativi, lucrando sulla vendita del marchio e sull’abbattimento dei costi, nonostante i bilanci dell’azienda siano in equilibrio.
Le organizzazioni sindacali chiedono alla proprietà di garantire la continuità produttiva salvaguardando tutti i posti di lavoro, anche in ragione del ruolo sociale dell’impresa come previsto dall’art.41 della Costituzione Italiana.


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