Parte della Rete Nazionale Acceleratori CDP, Motor Valley Accelerator è il primo acceleratore verticale italiano legato al comparto mobility ed automotive, nato nel cuore della Motor Valley da un'iniziativa congiunta del network nazionale di CDP Venture Capital Sgr - Fondo Nazionale Innovazione, di UniCredit e della Fondazione di Modena per creare relazioni tra aziende e startup del settore mobilità. Il programma, gestito da Plug and Play anche in veste di investitore, e da CRIT, è stato avviato nel 2021 ed è entrato nel suo terzo anno di attività.
L’incontro con gli assessori Colla e Calvano è stato l’occasione per presentare il risultato delle attività dei primi due anni di accelerazione ed investimenti, anche dalla voce dei rappresentanti di alcune delle esperienze più interessanti, fornendo una panoramica degli impatti del programma nel settore e sul tessuto economico, occupazionale e sociale nella Motor Valley. È stato inoltre l’occasione per toccare alcuni degli obiettivi per lo sviluppo dell’iniziativa, che si appresta a finalizzare la selezione per le startup che saranno ammesse all’edizione 2023.
La realtà di Motor Valley Accelerator, lo ricordiamo, ha emesso nei suoi primi due cicli in totale 2 milioni e 550 mila euro di investimenti, tra quelli di accelerazione e i successivi, anche detti ‘follow on’. Quanto alle startup accelerate, 16 sono quelle che hanno completato il programma, mentre il nuovo gruppo del 2023 verrà presentato alle aziende partner in occasione del Motor Valley Fest di maggio.
Erano presenti per incontrare gli assessori Colla e Calvano i rappresentanti delle startup accelerate Novac, Galvani Power e Ohoskin. Nata a Modena nel 2020, tra le mura dell’università UniMore, Novac si occupa di sviluppare super condensatori, allo stato solido e modellabili, in grado di esaltare le prestazioni massime del powertrain elettrico e di regolare l’assorbimento di corrente, in modo da prolungare la vita utile delle batterie.
Si tratta di alcuni esempi di una realtà estremamente variegata: i campi d’azione in cui si muovono le startup accelerate spaziano infatti da settori come i sensori per ADAS e la guida autonoma all’accumulo di energia; si passa dallo studio di software per l’efficientamento della produzione alla progettazione di materiali con caratteristiche innovative e sostenibili, fino alle tecnologie abilitanti per il prodotto autoveicolo,
L’incontro è avvenuto in un momento che, per il settore automotive, non potrebbe essere più denso di sfide: appena un paio di settimane fa il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il provvedimento che vieta la vendita di veicoli con motori termici dal 2035. Un accordo, raggiunto con gli Stati membri, che include anche obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 (55% per le auto e 50% per i furgoni), nonché una nuova metodologia per la valutazione delle emissioni di CO2 durante l'intero ciclo di vita di un veicolo.
“Uno strumento fondamentale a supporto della crescita di imprese e filiere della Motor Valley dell’Emilia-Romagna, ma anche un esempio avanzato sul fronte del modello finanziario che, per creare relazioni tra aziende, startup, incubatori e Università, vede una sinergia tra Cdp - Venture Capital Sgr, UniCredit e Fondazione di Modena. Questo acceleratore rappresenta – spiegano gli assessori regionali Colla e Calvano – un’eccellenza straordinaria, la prima del genere in Italia. In questa iniziativa c’è la sintesi della scelta della Regione Emilia-Romagna di investire sul fronte della transizione nell’automotive e nella mobilità, partendo proprio dalla formazione di competenze innovative, dalla ricerca e dall’innovazione come motore per la crescita del territorio. Una visione condivisa con enti locali, istituzioni formative e parti sociali rinnovata con la condivisione del Patto per il Lavoro e il Clima. È così che internazionalizzazione, attrattività di investimenti e talenti, infrastrutture tecnologiche e della conoscenza, oggi ci permettono, con un carico di progettualità e idee straordinari, di far crescere la nostra economia e l’occupazione, e di farlo in modo sostenibile”.
“Il Motor Valley Accelerator ha attirato e continua ad attirare, grazie anche alla presenza sul territorio dei più importanti marchi mondiali, start up di grande potenziale – il commento di Paolo Cavicchioli, Presidente della Fondazione di Modena –. Entriamo nel terzo anno di attività consapevoli che questa realtà, da Modena, guarda al mondo. La Fondazione di Modena si è impegnata fin da subito per movimentare, con il contributo di Cassa Depositi e Prestiti insieme ad Unicredit, complessivamente 20 milioni di euro destinati alle start up accelerate. Abbiamo fatto questo spinti dal desiderio di sostenere l’imprenditoria giovanile nella consapevolezza di produrre un valore che non si misura solo nel suo carattere finanziario ed economico, ma anche sociale, grazie alla capacità delle startup di creare nuove opportunità occupazionali”.


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