I mercati europei reggono l'urto della decisione della Bce. Milano cede lo 0,16%, Parigi sale dello 0,38% e Londra dello 0,05%. I rendimenti dei titoli di Stato hanno così virato in calo, con quello del Btp che scende sotto il 4,1%, a 4,07%, mentre lo spread resta attorno a 195 punti base. In calo anche l'euro, che scambia a 1,057 con il dollaro mentre anche il comparto bancario europeo soffre, con l'indice Stoxx di settore che cede l'1%.
La stangata sulle rate dei mutui
L'impatto sulle rate di un mutuo a tasso variabile in seguito a questo nuovo rialzo sul costo del denaro arriva a oltre il 6% in più. E' quanto stima Mutuionline secondo cui 'rispetto a febbraio dello scorso anno la rata di un mutuo variabile da 140mila euro a 20 anni, è aumentata, fino a questo momento, del 25,3% (da 625 euro a 783 euro), e per un mutuo da 250mila a 30 anni è cresciuta del 43,7% (da 793 a 1.139 euro). Con l'ulteriore aumento la rata a 20 anni toccherà quota 819 euro e a 30 anni 1.212 euro, con un ulteriore aumento della rata rispettivamente del 4,6% e del 6,4% rispetto ad oggi. Interessante anche valutare l'impatto dell'aumento delle rate sul reddito medio di una famiglia italiana, pari a 33mila euro netti all'anno: se a febbraio 2022 la rata del mutuo a 20 anni pesava il 22% del reddito mensile, con l'aumento raggiungerà il 30% del reddito mensile. Ancora più alto l'aumento della rata del mutuo a 30 anni, che passa dal 20% al 40% del reddito mensile.
L'inflazione
Secondo le nuove stime della Bce 'l'inflazione si collocherebbe in media al 5,3% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025. Allo stesso tempo, le pressioni di fondo sui prezzi restano intense. L'inflazione al netto dei beni energetici e alimentari ha continuato ad aumentare a febbraio e gli esperti della Bce si attendono una media del 4,6% nel 2023, livello più elevato di quello anticipato nelle proiezioni di dicembre'.


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