'Non è più un mistero che l’azienda ridurrà la presenza in Italia ed aumenterà la produzione in Francia, Germania, Polonia e Serbia. Il Ceo del gruppo Carlos Tavares ha ribadito che Stellantis “va a produrre dove più conviene”e con questo ricatto pretende incentivi governativi per le vendite di auto in cambio della riduzione delle chiusure. Di fronte a questa realtà i trionfi e la grandeur dalle sfilate di auto di lusso in piazza Roma appaiono tragicomici. Ora la situazione è precipitata e poco rimane delle fallimentari esaltazioni delle ‘…magnifiche sorti e progressive’ del marchio'.
'La serietà deve prevalere e, invece di pensare alle cromate gimcane dei bolidi, le forze di maggioranza richiamino il presidente della regione, l’assessore regionale competente e i parlamentari modenesi (quella dei partiti di governo in prima fila!) a difendere con le unghie e coi denti il patrimonio industriale della città. Bisogna tallonare il ministro Urso che finora ha brillato per vacuità e assenza di iniziativa. Due i punti molto concreti:
- no al ricatto di Tavares e di Stellantis: incentivi in cambio di proroghe ai tagli
- nuovo piano industriale e disponibilità partecipare ad una ricapitalizzazione dell’azienda per sostenerlo' - aggiunge Tonelli.
'Inaccettabile poi l’apparente disponibilità dell’assessore regionale Colla ad un baratto sulla pelle dei lavoratori. Colla, infatti, sembra voler lasciare mano libera sul taglio degli operai se si limita quello degli ingegneri. L’assessore ha una visione superata della realtà economica quando s’é capito che anche oggi al centro della realtà industriale resta la manifattura.

