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Nell'industria emiliano-romagnola l'emorragia di lavoratori continua

Nell'industria emiliano-romagnola l'emorragia di lavoratori continua

L'occupazione dell'industria in Emilia-Romagna ha chiuso il periodo a quota 484.000 unita', in calo del 2,8% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, pari a oltre 14.000 unita


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Nell'industria emiliano-romagnola l'emorragia di lavoratori continua. Nei primi tre mesi del 2017 si sono persi infatti oltre 14.000 occupati. Lo rileva, citando i dati Istat, l'indagine congiunturale sul primo trimestre 2017 sull'industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.
Nonostante un inizio d'anno positivo per la manifattura regionale, l'occupazione dell'industria in senso stretto in Emilia-Romagna ha chiuso il periodo a quota 484.000 unita', in calo del 2,8% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, pari a oltre 14.000 unita'.

Un dato che 'va in controtendenza rispetto all'andamento dell'occupazione complessiva in regione', che e' invece aumentata del +2,4%. Il calo sarebbe da attribuire in larga parte alla perdita di lavoratori dipendenti (-2,5%, pari a oltre 11.400 unita'), ma anche alla riduzione dei lavoratori autonomi (-6,2% per quasi 40.000 unita').


Nello stesso periodo, sono in calo anche le imprese attive nell'industria. Secondo i dati del Registro delle imprese, infatti, a fine marzo le aziende erano 45.612 (pari all'11,3% delle imprese emiliano-romagnole), con una diminuzione di 459 aziende (-1%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Un andamento che, secondo Unioncamere, 'riflette ancora la pesante crisi subita dall'industria regionale'. Lo stesso calo (-1%) si registra comunque anche a livello nazionale. Per quanto riguarda la forma giuridica, in particolare, aumentano solo le societa' di capitale (+1,6%), che sono giunte a rappresentare il 36,8% delle imprese attive dell'industria regionale.

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