La proposta di compromesso della presidenza maltese di turno dell’Ue sul regolamento presentato dalla Commissione Ue per l’adeguamento della normativa anti-dumping (la normativa attuata allo scopo di contrastare la vendita di merci estere a prezzi inferiori a quelli del mercato interni degli stati), nei confronti di Paesi non riconosciuti come economie di mercato come la Cina, non convince i grandi operatori italiani che hanno nell'export gran parte della loro mission.
La conferma è arrivata anche dal Direttore di Confindustria Ceramica Armando Cafiero: 'I nostri produttori esportano l'85% delle merci prodotte, quindi siamo a favore del libero mercato ma di un un mercato corretto. Fino ad ora la legislazione europea ha funzionato, il rischio è che in futuro la sua efficacia venga svuotata. Il cosiddetto 'compromesso di Malta superava una definizione terminologica di economia di mercato e l'ha accantonata, però ciò che a noi preoccupa ora è la sostanza. Se la Cina, al di la di quelle che sono le effettive condizioni reali, viene considerata a tutti gli effetti economica di mercato e quindi i margini di dumping vengono riconosciuti al di fuori delle condizoni reali, le nostre posizioni e le nostre produzioni, che rispettano tutti i più stringenti standard ambientali e sociali, potrebbero essere facilmente messi fuori gioco'.

