Ed è così che la strategia Coop Alleanza 3.0 necessaria per rilanciarsi su un mercato in continua evoluzione (anche a modenese dove l'egemonia era garantita ma dove provvedimenti come lo sblocca Modena ha fatto nascere come funghi nuovi centri commerciali e supermercati alimentari), non può oggi che partire da ciò che non ha funzionato. Sul piano dell'organizzazione, dalle rete di distribuzione e vendita, e sulla qualità del servizio. Ma soprattutto sul piano del sapere essere cooperativa e sapere valorizzare quei segni distintivi che rendono la cooperativa tale e che evidentemente, si sono persi, o meglio, che i soci stessi, spesso indotti a diventare soci più per una somma di vantaggi diretti a volte al limite del (sia perdonato il termine), 'ricatto commerciale' (del tipo, il buono pasto coop fornito ai dipendenti pubblici si può spendere solo a patto di diventare socio), hanno perso o non hanno mai avuto.
Ed è forse per questa consapevolezza che Coop Alleanza 3.0, dopo un bilancio con perdite da decine di milioni di euro, (che sarebbero ancora più alte e preoccupanti se non fossero state mitigate e ridotte da operazioni finanziarie che si fa fatica vedere in linea con gli obiettivi fondanti della cooperazione e della mutualità), intende ripartire (almeno stando a quanto fatto intendere nelle assemblee soci per la presentazione e l'approvazione del bilancio), dalle sue criticità maggiori. E consapevole che non sarà facile.
Gi.Ga.


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