Infatti il saldo tra imprese iscritte e cessate non d’ufficio risulta leggermente positivo: +16 imprese, dato da 1.384 imprese iscritte, in aumento del 15,4% rispetto al primo trimestre 2020 (in cui si era registrato un crollo) e 1.368 imprese cessate, in calo del 19,1%. Il tasso di sviluppo risulta così pari a +0,02%, migliore di quello regionale (-0,13%), ma inferiore a quello nazionale (+0,08%).
Il confronto tendenziale (rispetto al 31 marzo 2020) delle imprese registrate a Modena risulta identico a quello congiunturale, con una diminuzione dello 0,3%, rimane invariato nel totale regionale, mentre aumenta a livello nazionale (+0,3%).
Ritorna la voglia di fare impresa tra i giovani, infatti le imprese registrate giovanili per la prima volta dopo molto tempo registrano un incremento tendenziale dell’1,9%, le imprese straniere proseguono la loro crescita consolidata (+3,1%) e le imprese femminili sono pressoché stabili (-0,1%), solamente le imprese artigiane risultano in netto calo (-1,0%) andando per la prima volta sotto la soglia delle 20.000.
L’andamento tendenziale del numero delle imprese attive (cioè quelle che hanno dichiarato l’effettivo inizio di attività) è uguale a quello delle registrate, con una diminuzione dello 0,3%, inoltre tutte le forme giuridiche proseguono il trend iniziato diversi anni fa: aumentano le società di capitali (+3,0%), mentre calano le società di persone (-3,0%), le ditte individuali (-0,9%) e le “altre forme giuridiche” (-3,5%).
L’analisi dei macrosettori vede un incremento annuale delle imprese attive nelle costruzioni (+0,5%) e nei servizi (+0,1%), mentre risultano in calo le attività manifatturiere (-1,3%) e ancor di più l’agricoltura (-2,3%).
Il dettaglio dell’industria manifatturiera mostra diminuzioni di imprese attive nei settori tipici della provincia, come il tessile abbigliamento (-3,3%), la ceramica e laterizi (-3,5%), la metalmeccanica (-1,5%) e l’agroalimentare (-1,3%), mentre si sviluppano i settori legati alla pandemia, come la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+5,9%) e l’industria chimica e farmaceutica (+6,1%), tuttavia hanno andamento positivo anche la fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,4%) e la “riparazione e manutenzione” (+3,4%).
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