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Trimestrale Ferrari, ricavi e utili in crescita. Ma il titolo scivola di 11 punti in Borsa

Trimestrale Ferrari, ricavi e utili in crescita. Ma il titolo scivola di 11 punti in Borsa

A fine giugno i ricavi netti si sono attestati a 1,787 miliardi di euro, in crescita del 4,4% rispetto all'anno precedente, a fronte della 3.494 auto


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L'introduzione dei dazi americani sull'importazione di auto europee non ha avuto contraccolpi sull'andamento di Ferrari nel secondo trimestre dell'anno. Intanto in Borsa il titolo, a fine giornata, fa registrare -11,6%.
L'accordo raggiunto sulle tariffe in Scozia tra Donald Trump e Ursula Von der Leyen ha rimosso anche il rischio di una riduzione del 50% dei margini nei prossimi mesi per la Casa di Maranello. Intanto, a fine giugno i ricavi netti si sono attestati a 1,787 miliardi di euro, in crescita del 4,4% rispetto all'anno precedente, a fronte della 3.494 auto. L'utile operativo è di 552 milioni, in aumento dell'8,1%, mentre l'utile netto ammonta a 425 milioni (2,38 euro ad azione). Il margine operativo lordo sale a 709 milioni, in aumento del 5,9% rispetto all'anno precedente, con un margine del 39,7%, mentre la generazione di free cash flow industriale è di 232 milioni. 'Il primo semestre del 2025 ci ha ricordato ancora una volta l'importanza dell'agilità e della flessibilità nella gestione della nostra azienda. I solidi risultati comunicati oggi riflettono il nostro impegno a eseguire la nostra strategia con disciplina e determinazione', rivendica Benedetto Vigna, ad di Ferrari. 'Continuiamo a promuovere l'innovazione e ad arricchire la nostra offerta di prodotti, che alimenta un già forte portafoglio ordini.
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Testimonianza di questo è la domanda eccezionale per la famiglia 296 Speciale e gli eccellenti riscontri sul recente lancio della Ferrari Amalfi, la nuova coupé che ridefinisce il concetto di gran turismo contemporanea', aggiunge.
'Il rischio di una riduzione dei margini percentuali di 50 punti base, evidenziato il 27 marzo, a seguito dell'introduzione di dazi all'importazione più elevati su auto, parti di ricambio e altri beni provenienti dall'UE e importati negli Stati Uniti, è stato rimosso in seguito al recente accordo su livelli inferiori raggiunto tra gli Stati Uniti e la Ue', fa sapere la casa del Cavallino , che attende anche 'minori costi industriali nella seconda parte dell'anno rispetto alle attese inziali'.
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