In relazione al grave incidente avvenuto ieri sull’autostrada A4 nel tratto tra Meolo Roncade e San Donà di Piave, dove un autoarticolato che trasportava circa 25 tonnellate di gas liquido si è ribaltato dopo un tamponamento prendendo successivamente fuoco, interviene Cinzia Franchini, presidente dell’associazione Ruote Libere e consulente ADR per il trasporto di merci pericolose.
'Si tratta di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che riporta all’attenzione un problema strutturale che nel nostro Paese si continua a ignorare: l’applicazione reale della normativa ADR sulla sicurezza nel trasporto di merci pericolose'.
Franchini richiama il quadro normativo vigente. 'La normativa europea sulla sicurezza nel trasporto di merci pericolose è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo 4 febbraio 2000 n. 35, che ha introdotto l’obbligo della figura del consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose (consulente ADR) proprio con l’obiettivo di prevenire incidenti attraverso procedure di controllo e verifica all’interno delle imprese'.
Secondo Franchini, tuttavia, il sistema previsto dalla legge non è mai stato realmente costruito. 'A distanza di oltre vent’anni non esiste ancora un sistema strutturato di controlli sull’applicazione della normativa.
Mancano i decreti attuativi e gli strumenti operativi previsti dalla normativa non hanno mai dato vita a un vero sistema di vigilanza'.La presidente di Ruote Libere evidenzia poi una ulteriore criticità. 'Ogni impresa soggetta alla normativa ADR è obbligata a nominare un consulente e a redigere una relazione annuale sulla sicurezza, che dovrebbe rappresentare uno strumento fondamentale di monitoraggio del sistema. Tuttavia in Italia non esiste una banca dati nazionale delle relazioni dei consulenti ADR né un sistema di analisi e controllo sistematico di questi documenti'.
Secondo Franchini questo rappresenta un grave limite del sistema di prevenzione. 'Di fatto migliaia di relazioni annuali vengono prodotte ogni anno senza che esista un reale sistema pubblico di raccolta, analisi e controllo. Si tratta di uno strumento previsto dalla normativa europea che in Italia non è mai stato utilizzato come leva di prevenzione. Il sistema di vigilanza previsto dalla normativa fa riferimento principalmente alle Motorizzazioni civili, che dovrebbero svolgere anche attività di controllo sull’applicazione della normativa ADR nelle imprese. È una previsione che oggi appare del tutto irrealistica'.
'Gli uffici della Motorizzazione – prosegue – sono da anni in grave carenza di personale e già oggi faticano a gestire le attività ordinarie. Pensare che possano svolgere controlli sistematici sulla sicurezza delle merci pericolose nelle aziende è semplicemente fuori dalla realtà.
Infine il richiamo alle responsabilità politiche e alle misure necessarie. 'La normativa esiste da oltre vent’anni ma lo Stato non ha mai costruito un vero sistema di controllo. È una responsabilità che riguarda i governi che si sono succeduti nel tempo. Anche l’attuale Governo aveva annunciato maggiore attenzione alla sicurezza e alla prevenzione, ma ad oggi non si sono visti interventi concreti. Per questo chiediamo l’istituzione immediata di una piattaforma digitale nazionale per la trasmissione delle relazioni annuali dei consulenti ADR, che consenta allo Stato di monitorare realmente il sistema della sicurezza, e la creazione di un database nazionale aggiornato in tempo reale dei consulenti ADR e delle imprese soggette alla normativa'.
'Solo attraverso strumenti di controllo moderni e un sistema di vigilanza reale – conclude Franchini – sarà possibile passare da una sicurezza solo formale a una vera prevenzione'.



