'In questo contesto, una limitazione temporanea al sorpasso tra mezzi pesanti può essere una misura tecnica comprensibile, se motivata da esigenze oggettive di sicurezza e non da logiche emergenziali o simboliche. Ciò che non è più accettabile è continuare a intervenire solo con divieti senza affrontare il nodo strutturale. Come associazione che rappresenta piccoli imprenditori dell’autotrasporto – dichiara Cinzia Franchini – non abbiamo difficoltà a dire che la sicurezza viene prima degli interessi di categoria. Se il divieto di sorpasso riduce il rischio su un’arteria priva di corsie di emergenza e con rampe pericolose, può essere valutato. Ma Anas non può limitarsi a regolamentare. Deve assumersi la responsabilità di intervenire concretamente su una strada che gestisce direttamente'.
'Prima di pensare a opere costosissime e di lungo periodo come il prolungamento dell’Autostrada del Brennero fino a Sassuolo, sarebbe più serio e più utile ottimizzare le infrastrutture che già esistono. Il territorio non ha bisogno di annunci pluridecennali, ma di interventi reali, programmati e finanziati. Per il 2026 chiediamo un piano straordinario di adeguamento della Modena-Sassuolo che preveda interventi mirati e immediatamente cantierabili: revisione e allungamento delle rampe più critiche (è emblematico per tutti, autotrasportatori e automobilisti, lo svincolo che conduce anche all’ospedale di Baggiovara, punto particolarmente critico sia per i volumi di traffico sia per la conformazione dell’immissione), miglioramento della segnaletica nei punti di conflitto, manutenzione strutturale del manto stradale nei tratti maggiormente sollecitati dal traffico pesante, installazione di sistemi intelligenti di monitoraggio dei flussi per gestire in modo dinamico le situazioni di congestione. Sono interventi tecnicamente realizzabili, con costi sostenibili e tempi certi.



