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Franchini (Ruote Libere): 'Divieto sorpasso Modena-Sassuolo: si può fare, ma Anas smetta di limitarsi ai divieti'

Franchini (Ruote Libere): 'Divieto sorpasso Modena-Sassuolo: si può fare, ma Anas smetta di limitarsi ai divieti'

Nei giorni scorsi i sindaci del Distretto hanno ribadito la richiesta e Anas ha già espresso parere favorevole. 'Prima interventi strutturali immediati'


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'In relazione alla valutazione da parte di Anas spa, ente gestore della Strada Statale 724 Modena–Sassuolo, circa l’introduzione del divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, va detto che parliamo di un’arteria fondamentale per il distretto ceramico e per l’economia provinciale, ma che presenta criticità strutturali che da anni sono sotto gli occhi di tutti: assenza di corsie di emergenza, rampe di accesso e immissione sottodimensionate, traffico intenso e spazi ridotti per manovre in sicurezza'. Così la presidente di Ruote Libere, associazione di rappresentanza dei piccoli autotrasportatori, interviene sul tema del divieto di sorpasso sulla Modena Sassuolo. Ricordiamo che i sindaci dei Comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Formigine e Maranello, nei giorni avevano richiesto ad Anas di introdurre il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti e sul tema Anas ha già espresso parere favorevole, ovviamente previa introduzione della segnaletica necessaria.

 

'In questo contesto, una limitazione temporanea al sorpasso tra mezzi pesanti può essere una misura tecnica comprensibile, se motivata da esigenze oggettive di sicurezza e non da logiche emergenziali o simboliche. Ciò che non è più accettabile è continuare a intervenire solo con divieti senza affrontare il nodo strutturale.
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Come associazione che rappresenta piccoli imprenditori dell’autotrasporto – dichiara Cinzia Franchini – non abbiamo difficoltà a dire che la sicurezza viene prima degli interessi di categoria. Se il divieto di sorpasso riduce il rischio su un’arteria priva di corsie di emergenza e con rampe pericolose, può essere valutato. Ma Anas non può limitarsi a regolamentare. Deve assumersi la responsabilità di intervenire concretamente su una strada che gestisce direttamente'.

 

'Prima di pensare a opere costosissime e di lungo periodo come il prolungamento dell’Autostrada del Brennero fino a Sassuolo, sarebbe più serio e più utile ottimizzare le infrastrutture che già esistono. Il territorio non ha bisogno di annunci pluridecennali, ma di interventi reali, programmati e finanziati. Per il 2026 chiediamo un piano straordinario di adeguamento della Modena-Sassuolo che preveda interventi mirati e immediatamente cantierabili: revisione e allungamento delle rampe più critiche (è emblematico per tutti, autotrasportatori e automobilisti, lo svincolo che conduce anche all’ospedale di Baggiovara, punto particolarmente critico sia per i volumi di traffico sia per la conformazione dell’immissione), miglioramento della segnaletica nei punti di conflitto, manutenzione strutturale del manto stradale nei tratti maggiormente sollecitati dal traffico pesante, installazione di sistemi intelligenti di monitoraggio dei flussi per gestire in modo dinamico le situazioni di congestione. Sono interventi tecnicamente realizzabili, con costi sostenibili e tempi certi.
Continuare a rinviarli significa scaricare sul traffico e sugli autotrasportatori le conseguenze di una manutenzione insufficiente - conclude Franchini -. Ruote Libere difende i piccoli trasportatori, ma non si sottrae alle responsabilità. I camionisti non sono il problema della Modena–Sassuolo. Sono professionisti che garantiscono ogni giorno la tenuta economica del distretto. Ora serve chiarezza: se Anas ritiene necessario introdurre un divieto, lo faccia motivandolo con dati tecnici. Ma contestualmente presenti un cronoprogramma preciso di interventi strutturali. La sicurezza non si costruisce solo con i cartelli'.
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