'Quello che sta accadendo è semplicemente assurdo. Migliaia di veicoli, compresi mezzi pesanti e trasportatori, vengono deviati su percorsi alternativi del tutto inadeguati, spesso attraverso il centro cittadino, con tempi di percorrenza aumentati anche di oltre un’ora. È un danno economico enorme per le imprese di autotrasporto, per gli artigiani, per chi lavora e per chi deve garantire consegne e servizi. Il problema è che Modena non dispone di una viabilità alternativa scorrevole capace di assorbire un traffico di queste dimensioni. I mezzi finiscono inevitabilmente per attraversare la città, congestionando viali, semafori e quartieri. Il risultato è un delirio quotidiano per cittadini, lavoratori e imprese - continua Franchini -. Parliamo di aziende che già oggi operano con margini ridottissimi, costi del carburante elevati, cronica mancanza di autisti e tempi di guida rigidamente regolamentati. Costringere un camion a perdere anche un’ora nel traffico significa creare costi aggiuntivi pesantissimi e mettere a rischio l’intera organizzazione dei trasporti'.
Ruote Libere contesta duramente anche la gestione preventiva dell’intervento. 'Possibile che nel 2026 non si riesca a organizzare un cantiere senza chiudere completamente una tangenziale? Possibile che non esistano lavorazioni notturne, chiusure parziali o soluzioni meno impattanti? Prima si annunciano tre settimane di chiusura totale h24, poi — solo dopo il caos e le proteste — si decide di ridurre i tempi. Questo dimostra che la situazione era stata evidentemente sottovalutata'.
'Va riconosciuto che grazie all’intervento del sindaco Mezzetti e al confronto avvenuto in Prefettura si è arrivati almeno a una riduzione della chiusura totale da tre a due settimane. Ma resta una gestione profondamente criticabile e tardiva, intervenuta soltanto dopo che la città era già andata in tilt. Chi prende queste decisioni probabilmente non ha idea di cosa significhi gestire un’azienda di trasporto, rispettare orari di consegna o garantire servizi essenziali nel rispetto della normativa sui tempi di guida e riposo. A pagare sono sempre cittadini e imprese'.
Ruote Libere chiede ora ad Anas di rivedere immediatamente l’organizzazione dei lavori, limitando il più possibile le chiusure totali e prevedendo modalità operative compatibili con la vita economica della città.



