Mezzetti ha dichiarato che non lo rassicurano affatto le parole del ministro, secondo cui 'i modenesi possono stare tranquilli perché non è stato un attentato terroristico'. Una frase che, nelle intenzioni del Viminale, dovrebbe dimostrare che il sistema di prevenzione non ha avuto falle. Ma per il sindaco il messaggio produce l’effetto opposto.
'Paradossalmente questo preoccupa ancora di più perché vuol dire che siamo ancora più vulnerabili se non agiamo subito. Se il pericolo diventa lo squilibrato, ahimè di squilibrati ne abbiamo tanti. Allora sarà bene che ci attrezziamo'.
Il sindaco ha sottolineato che non si tratta di polemica politica né di giustificazionismo, ma di una constatazione di realtà: se davvero non c’è alcun legame con organizzazioni terroristiche, allora il rischio diventa più difficile da intercettare e prevenire.
Mezzetti ha sottolineato che è stato lo stesso ministro Piantedosi a definire l’autore del gesto “uno squilibrato”, rivendicando che ciò dimostrerebbe l’efficacia del sistema di sicurezza nazionale.
'Se c’è uno che ha messo in campo un elemento giustificativo è stato il ministro. Lui ha detto che non è terrorismo ma il gesto di un demente. Dunque, se c’è un giustificazionista, è il ministro'.
Il sindaco ha sottolineato di aver invitato alla prudenza fino alla verifica completa dei dispositivi elettronici dell’uomo da parte degli inquirenti, ma ha ribadito che la linea del Viminale è stata chiara: nessun terrorismo, solo disagio psichico.
Un profilo di sofferenza psichica già noto ai servizi dal 2019
Mezzetti ha ricostruito il percorso del 31 enne che sabato ha travolto e ferito gravemente, oltre all'avere tentato di accoltellare chi lo stava braccando, seguito in tre momenti diversi dai servizi sanitari: nel 2019, nel 2022 e nel 2024, quando si era presentato spontaneamente al Centro di Salute Mentale.
'Le mail inviate tra il 2021 e il 2022 all’Università di Modena e Reggio Emilia, oggi pubblicate da diversi quotidiani on - line, alternavano richieste di aiuto, sfoghi aggressivi, contenuti sconnessi, rancore e riferimenti religiosi' - specifica Mezzetti.
Il sindaco ha ricordato anche il recente episodio del primo gennaio, quando un altro uomo con disturbi psichici aveva accoltellato un sacerdote in città. Don Rodrigo, ad inizio anno, vittima di un aggressione che poteva essere mortale.
Mezzetti ha ribadito che ciò non deve apparire come una giustificazione. 'Anzi se c'è un giustificazionista qui e proprio il ministro Pientedosi'. E precisa: 'Nulla di ciò toglie responsabilità individuale all’autore del gesto. La responsabilità rimane piena e assoluta. Ma se vogliamo prevenire tragedie di questo tipo dobbiamo guardare ai processi di isolamento, sofferenza psichica e rottura con la realtà. Possiamo condannare questi episodi, ma se non agiamo rischiamo che si ripeteranno'.


