La donna, una vera e propria “professionista” dell’occulto e della cartomanzia dedita, all’apparenza, all’attività di personal life coach, in realtà, oltre a dispensare improbabili consigli di vita ai propri clienti, vendeva a caro prezzo oggetti miracolosi in grado di procurare buona sorte ai loro fortunati possessori.
Nel listino delle prestazioni assicurate dalla “maga” non mancavano, inoltre, veri e propri rituali magici di protezione, che avrebbero dovuto scongiurare qualsiasi evento nefasto, soprattutto in occasione di ricorrenze importanti per i clienti o di festività particolarmente liete, come quelle natalizie.
Le Fiamme Gialle hanno identificato 100 clienti abituali, la maggior parte dei quali in condizioni di assoluta fragilità emotiva, che, con cadenza mensile o settimanale, richiedevano “prestazioni magiche”.
La ricchezza accumulata negli anni e sistematicamente occultata al Fisco ha permesso alla “maga” di sostenere un elevatissimo tenore di vita, palesemente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e contraddistinto da viaggi in località esclusive, abiti griffati e persino una lussuosa villa, con piscina, sauna e palestra, curata e gestita da domestici e inservienti.
Grazie al cash dog “Westy” - uno splendido pastore tedesco specializzato nel “fiutare” l’odore della carta filigranata e degli inchiostri impiegati per la stampa delle banconote - è stato rinvenuto denaro contante (circa 7 mila euro, in banconote di grosso taglio, molte delle quali da 500 euro) occultato nell’armadio di una delle camere da letto e sottoposto a sequestro.
La cartomante, per giustificare i notevoli compensi incamerati grazie ai tanti rituali confezionati ad hoc per la sua affezionatissima clientela, ha simulato importanti vincite alle lotterie grazie alla complicità della titolare di una ricevitoria (che, per i favori prestati, ha ottenuto in cambio “protezione magica” a titolo gratuito). In particolare, la life coach ha pagato in contanti i fortunati vincitori acquisendone le giocate poi presentate all’incasso. Inoltre, nel tentativo di far perdere le tracce dell’evasione portata a segno negli anni, la donna dispensava ai propri familiari le ingenti somme intascate in nero per poi reinvestirle in altre attività imprenditoriali e criptovalute.
L’Autorità Giudiziaria ha quindi disposto il sequestro preventivo dei beni mobili e immobili a lei riconducibili, fino a 200 mila euro.



