'Franco era una persona che riuniva in se tantissime qualità che difficilmente si riscontrano in un essere umano - lo ricorda il pediatra di Massa Finalese Guio Venturini che si trovava insieme a lui il giorno dell'incidente -. Era molto intelligente, coltissimo, appassionato di arte, affamato di cultura e di tutto ciò che il mondo e la società gli ha offerto. Era assetato delle meraviglie del creato come le albe ed i tramonti oltre ad essere un’atleta di prima grandezza. Non si contano le maratone, le gare ciclistiche, podistiche ed anche sciistiche in cui si è cimentato ottenendo lusinghieri risultati. Ma Franco era soprattutto una persona molto buona, generosa, altruista. In caso di bisogno si faceva in quattro per aiutarti. Chiunque lo chiamasse correva subito ad aiutarlo sia come medico che come amico. Per me è stato un amico, un fratello che mi è sempre stato vicino ed aiutato nei momenti difficili e di sofferenza'.
'A nome mio e dei protagonisti delle Processioni del Cristo Pellegrino e dell’Associazione nazionale carabinieri lo ricordo con le parole del Signore delle cime - ricorda il dottor Daniele Giovanardi -. Santa Maria, Signora della neve, copri col bianco soffice mantello il nostro amico nostro fratello, su nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne'.
Commosso anche il ricordo della Associazione italiana informatori scientifici: 'Una grande persona, dentro e fuori. Dal cuore immenso'.



