Un'attività, quella messa a segno dalle Fiamme Gialle nell'operazione denominata 'Sardinia Job', che ha portato alla scoperta di oltre mille posizioni lavorative irregolari, fatturazioni per operazioni inesistenti per 21 milioni di euro e 59 persone indagate: 4 per associazione a delinquere, 48 per reati tributari e 7 per reati di riciclaggio, in relazione ad attivita' distrattive per circa 700mila euro effettuate su conti correnti societari e operate tramite carte prepagate e vaglia postali. Le indagini hanno permesso di smantellare un giro di appalti illeciti nell'Italia settentrionale. Nel mirino dei militari, l'intermediazione illecita di manodopera -il cosiddetto caporalato- nel settore manifatturiero e industriale con emissione 'di fatture per operazioni inesistenti e di riciclaggio per la quale -riferisce la Guardia di finanza- e' stata anche rilevata l'esistenza di un'associazione per delinquere la cui principale figura con funzione di promotore, coordinatore ed esecutore, era un soggetto nella provincia di Pordenone, attivo in ambito pluriennale in tali attivita' criminose nonche' gia' destinatario di plurime condanne e denuncia per reati economici-finanziari'. L'attivita' illecita si basava 'sulla dissimulazione di rapporti di appalto e subappalto- prosegue la nota- con societa' aventi minimo capitale sociale e intestate a prestanomi' con obblighi fiscali e contributivi nei riguardi della manodopera che appariva 'sul piano formale' assunta e dipendente da tali imprese anziche' da quelle realmente fruitrici. Le indagini hanno consentito di individuare 13 societa' attive nella fornitura di manodopera, tutte con sede legale nella provincia di Sassari. I lavoratori erano occupati in 37 aziende con sede nelle province di Venezia, Brescia, Padova, Treviso, Vicenza, Bergamo, Pavia, Milano e, appunto. Modena.
Caporalato: ditta modenese nella rete della Guardia di Finanza
Utilizzava lavoratori gestiti attraverso appalti illeciti e società fittizie scoperte dalle Fiamme Gialle di Pordenone con l'operazione 'Sardinia Job'
Un'attività, quella messa a segno dalle Fiamme Gialle nell'operazione denominata 'Sardinia Job', che ha portato alla scoperta di oltre mille posizioni lavorative irregolari, fatturazioni per operazioni inesistenti per 21 milioni di euro e 59 persone indagate: 4 per associazione a delinquere, 48 per reati tributari e 7 per reati di riciclaggio, in relazione ad attivita' distrattive per circa 700mila euro effettuate su conti correnti societari e operate tramite carte prepagate e vaglia postali. Le indagini hanno permesso di smantellare un giro di appalti illeciti nell'Italia settentrionale. Nel mirino dei militari, l'intermediazione illecita di manodopera -il cosiddetto caporalato- nel settore manifatturiero e industriale con emissione 'di fatture per operazioni inesistenti e di riciclaggio per la quale -riferisce la Guardia di finanza- e' stata anche rilevata l'esistenza di un'associazione per delinquere la cui principale figura con funzione di promotore, coordinatore ed esecutore, era un soggetto nella provincia di Pordenone, attivo in ambito pluriennale in tali attivita' criminose nonche' gia' destinatario di plurime condanne e denuncia per reati economici-finanziari'. L'attivita' illecita si basava 'sulla dissimulazione di rapporti di appalto e subappalto- prosegue la nota- con societa' aventi minimo capitale sociale e intestate a prestanomi' con obblighi fiscali e contributivi nei riguardi della manodopera che appariva 'sul piano formale' assunta e dipendente da tali imprese anziche' da quelle realmente fruitrici. Le indagini hanno consentito di individuare 13 societa' attive nella fornitura di manodopera, tutte con sede legale nella provincia di Sassari. I lavoratori erano occupati in 37 aziende con sede nelle province di Venezia, Brescia, Padova, Treviso, Vicenza, Bergamo, Pavia, Milano e, appunto. Modena.
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