Si indaga con l'ipotesi di omicidio colposo sulla morte di Mattia Dall'Aglio, atleta reggiano del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco trovato senza vita domenica scorsa all'interno della sala pesi della piscina dei Vigili del Fuoco. Sarebbero due gli iscritti nel registro degli indagati. La Procura vuole vederci chiaro e analizzare soprattutto le ore precedenti a quello che ad una prima ricostruzione, in attesa dell'esito dell'autopsia, era parso come un fatale malore.
Indagini che riguardano anche la sicurezza e l'accessibilità dello stesso luogo (la sala pesi che come tale è improprio definire palestra) dove il corpo del ragazzo è stato trovato riverso a terra, ormai senza vita.
'Non una palestra ma una stanza attrezzata alla buona - ha specificato il procuratore capo della Repubblica Lucia Musti - una stanza senza aria condizionata, priva di doccia, e solitamente chiusa ed accessibile solo ad un numero limitato di persone attraverso una chiave consegnata di volta in volta dal bar della struttura.
Una chiave che Mattia si sarebbe fatto consegnare alle 14:30 di domenica, poco prima di essere ritrovato all'interno della sala da un addetto della piscina incuriosito dal fatto di vedere aperta quella porta solitamente chiusa, soprattutto in una domenica pomeriggio d'estate. Dopo essersi accorto del corpo riverso a terra, l'addetto, un Vigile del fuoco, avrebbe provato ad attivare la procedura di rianimazione con defibrillatore.
Tanti particolari a formare un quadro di elementi che lo stesso Procuratore ha definito complesso ma che gli inquirenti stanno ricostruendo minuto per minuto.


