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Mafie, messo sotto scorta il giurista emiliano Elia Minari

Mafie, messo sotto scorta il giurista emiliano Elia Minari

Il dispositivo di protezione, gestito dal personale della Polizia, è stato emesso dal Prefetto Iolanda Rolli, d'intesa con il Questore Giuseppe Ferrar


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Il giurista reggiano Elia Minari è stato messo sotto scorta. Dalle parole di un detenuto in carcere sarebbe emerso il rischio per l'incolumità fisica del fondatore dell'associazione culturale antimafia 'Cortocircuito' (nel 2009) le cui inchieste rientrano negli atti di alcuni processi contro la 'ndrangheta come 'Grimilde', sono state citate in 'Aemilia', e diedero il via all'iter per lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Brescello. Il dispositivo di protezione, gestito dal personale della Polizia, è stato emesso dal Prefetto Iolanda Rolli, d'intesa con il Questore Giuseppe Ferrari e i comandanti di Carabinieri e Guardia di finanza. Minari era già considerato una persona 'esposta', dopo aver ricevuto nel 2018 delle minacce in aula da uno degli imputati del maxi processo Aemilia. L'anno scorso aveva organizzato un tour dei beni confiscati alla mafia, subendo dei danneggiamenti nelle giornate immediatamente precedenti all'iniziativa. Il reggiano coordina attualmente l'Osservatorio Permanente Legalità dell'Università di Parma. 'Desideriamo ringraziare le forze dell'ordine per essersi prontamente attivate a tutela dell'incolumità di Elia. Ci teniamo ad esprimere massima vicinanza e sostegno al nostro fondatore che- con coraggio e impegno- non si è mai fermato, dimostrando che è possibile essere cittadini attivi, consapevoli e promotori di legalità', dicono dall'associazione Cortocircuito. 'Elia non è solo', aggiungono.

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