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'Trovato con l'arma del delitto, è il socio l'assassino di Cavaliere'

'Trovato con l'arma del delitto, è il socio l'assassino di Cavaliere'

Per l'accusa le prove contro un 50 enne residente a Modena, sono schiaccianti. Economico il movente del delitto. I due avrebbero sciolto la società.


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Il giudice deve ancora confermare il fermo scattato poco prima dell'una della scorsa notte su ordine del PM Nicolini e per questo l'identità completa del presunto omicida non è stata ancora resa nota, ma le prove nei suoi confronti sarebbero talmente schiaccianti (partendo dal ritrovamento nella sua disponibilità del cutter usato per uccidere), da avere il provvedimento immediato di fermo di Polizia.  In tempo utile anche a non premettere l'inquinamento delle prove.

Si tratta di un 50 enne originario di Avellino ma residente a Modena, come il suo socio, l'uomo che nella notte tra il 12 ed il 13 giugno scorso, avrebbe ucciso dilaniando il suo corpo a colpi di cutter, il suo socio in affari, Raffaele Cavaliere, 67 anni, originario della provincia di Caserta, ma residente a Modena da anni. Trovato cadavere all'interno di un Alfa 156 posteggiata su via Mavora, all'incrocio con la via Emilia, a Castelfranco

Dall'articolata quanto tempestiva attività di indagine seguita nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo senza vita del Cavaliere, emerge che l'assassino, dopo il delitto, sarebbe stato raggiunto da alcuni amici chiamati sul posto per recuperarlo. Era sull'auto della sua vittima ma è ancora da stabilire se abbia ucciso Cavaliere nel luogo in cui l'Alfa è stata ritrovata o in altro luogo.

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Determinanti per individuare il presunto assassino, i tabulati delle celle telefoniche della zona, incrociati ai dati della videosorveglianza e ad alcune testimonianze, tra cui anche quelle delle persone che avrebbero 'recuperato' il 50 enne. 

Il Procuratore Capo della Repubblica Lucia Musti, che ha presenziato questa mattina la conferenza stampa indetta presso la Questura alla presenza del Questore Filippo Santarelli e del Dirigente Capo della Squadra Mobile di Modena Marcello Castello, ha confermato l'efferatezza del delitto ed una scena del crimine di forte impatto. Ha poi confermato la presenza di dissidi tra i due soci che sarebbero stati in procinto di sciogliere la società.



Il Questore di Modena, Filippo Santarelli, ha sottolineato la tempestività, e la professionalità del personale della Squadra Mobile e la perfetta e determinante sinergia con la procura.





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