Nel giugno del 2025, a Campogalliano, la denuncia presentata da una donna sessantatreenne aveva fatto partire un'indagine che aveva permesso ai carabinieri di ricostruire una lunga e dolorosa vicenda di maltrattamenti familiari.
Gli accertamenti si sono conclusi con la denuncia del marito 66enne ritenuto responsabile di una serie di condotte violente iniziate nel 2020: percosse, minacce, ingiurie e un clima di vessazioni protrattosi negli anni.
L’ultimo episodio era avvenuto la sera precedente e aveva richiesto l’intervento dell’equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Carpi, i cui militari avevano soccorso la donna ferita, con lesioni giudicate guaribili in tre giorni.
Il 2 luglio 2025 i carabinieri avevano eseguito la misura restrittiva del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Una misura necessaria per tutelare la donna e prevenire ulteriori episodi.
Nonostante ciò, il 17 maggio 2026, al termine di ulteriori attività, i carabinieri hanno denunciato di nuovo l’uomo che. il giorno precedente, aveva violato la misura cautelare raggiungendo l’abitazione dell’ex moglie, per poi minacciarla di morte, colpirla con schiaffi e stringerle i polsi: la vittima aveva raggiunto autonomamente l’ospedale di Carpi ove le erano stati diagnosticati dieci giorni di prognosi.
Il 19 maggio 2026, i carabinieri di Campogalliano hanno eseguito l’Ordinanza emessa dal Giudice del Tribunale di Modena che ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo il divieto di avvicinamento con la custodia cautelare in carcere, contestando i maltrattamenti e le lesioni aggravate commesse a partire dal 2020.

