«La viabilità, e i collegamenti relativi, sono un tema fondamentale per il rilancio delle economie montane e, in particolare della competitività dei nostri territori. La capacità amministrativa di un sindaco di un piccolo Comune sta nel creare sinergie di buon senso con i colleghi dei Paesi limitrofi - confida Gionata Magnani - superando i campanilismi e le polemiche, ma pensando al bene Comune. Facendo sentire forte un’unica voce che possa finalmente far riprendere un percorso di sviluppo infrastrutturale che non vede la luce da 60 anni. Le principali vie di comunicazione che sono utilizzate dai nostri fruitori sono sostanzialmente tre: la Fondovalle, che sale da Marano, la Nuova Estense, che giunge a Pavullo e, infine, il collegamento con Pistoia che passa per Porretta. Non dovrebbero essere messe in contrapposizione l’una all’altra. Come oggi accade specialmente sulla questione Fondovalle - Nuova Estense. Andrebbero ugualmente valorizzate, permettendo il collegamento a tre importanti svincoli autostradali: uscite di Modena Sud e Valsamoggia; uscita Modena Nord, con tutto il distretto ceramico della ‘Motor Valley’, uscita di Pistoia, con innegabile beneficio turistico ed economico per i nostri territori».
«In molti collegano il mio nome all’attuale dirigenza del Consorzio e, da un lato comprensibilmente, suppongono che la mia candidatura sia spinta, o comunque legata, a ciò. In realtà - continua Gionata Magnani - è un legame forzoso poiché lo stesso Consorzio avrebbe tutto l’interesse a far sì che gli equilibri politici in Comune e in Regione non cambino. Il governo di Bologna, che si è rapportato direttamente con il Cimone e che ha erogato negli anni contributi, e che oggi dovrebbe garantire le famose sovvenzioni, appoggia un altro (o entrambi gli altri) candidato alle amministrative e un diverso programma politico. La situazione del Consorzio si rivela in crisi e sarà necessario, qualunque sia l’esito delle elezioni, riaffermare l’importanza dei Comuni del Cimone all’interno dell’apparato di gestione degli impianti di risalita per salvaguardare un sistema di fondamentale importanza per tutto l’indotto economico dell’Alto Appennino».
«Sul fronte dell’imposizione, è necessario il superamento dell’iniqua tassazione (in particolare TARI e IMU sulle seconde case), con conseguente abbattimento della sperequazione tra centro urbano e frazioni - chiude Magnani -.



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