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'Raccolta funghi, semplificare con un tesserino regionale unico'

'Raccolta funghi, semplificare con un tesserino regionale unico'

'Facilitare la disciplina e garantire maggiore equità e parità di condizioni ai cittadini emiliano-romagnoli'


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Con una interrogazione alla Giunta i Consiglieri di Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna, Marco Mastacchi e Simone Pelloni, pongono la questione, grazie a una segnalazione di Nicola Canetti, della grande disomogeneità di trattamento che caratterizza la normativa sulla raccolta dei funghi in Regione, e le cui conseguenze si concretizzano in trattamenti differenti e differenze economiche anche sostanziali tra i diversi enti di competenza territoriale e persino tra Comuni limitrofi. Per poter raccogliere i funghi in Emilia-Romagna è necessario acquistare un tesserino, con validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale, utilizzabile nel solo territorio per il quale è competente l'Ente delegato che lo rilascia. Nei territori dei Comuni di pianura invece, a patto che abbiano riconsegnato la delega in materia alla Regione, è possibile raccogliere funghi con un’autorizzazione concessa a seguito del versamento di 10 euro su apposito bollettino intestato alla Regione Emilia-Romagna (Autorizzazione Raccolta funghi S.TE).

'La raccolta dei funghi in Emilia-Romagna è disciplinata dalla L.R. 2 aprile 1996, n. 6 – “Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei spontanei nel territorio regionale”, che  prevede che “Le funzioni amministrative in materia di raccolta di funghi epigei spontanei sono delegate alle Comunità montane per i territori montani, alle Province per
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i territori non montani e ai rispettivi Enti di gestione per i territori istituiti a parco”.  Per semplificare e rendere più omogenea l’attività di raccolta dei funghi in Regione, sarebbe utile prevedere un unico tesserino regionale oppure tesserini provinciali, al fine di facilitare la disciplina e garantire maggiore equità e parità di condizioni ai cittadini emiliano-romagnoli, come già avviene nei comuni di pianura - affermano Pelloni e Mastacchi -. Chiediamo alla Giunta in che modo intenda affrontare il problema delle differenze, sia di trattamento che economiche, tra i diversi enti di competenza territoriale, se intenda avviare un tavolo istituzionale di confronto con i diversi enti delegati dalla Legge al fine di raggiungere una soluzione condivisa  e se non ritenga opportuno valutare una modifica normativa alla legge regionale 2 aprile 1996 al fine di rivedere la disciplina dell’esercizio delle funzioni amministrative in materia'.

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