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Bologna, una mobilitazione e una cella in piazza per Assange

Bologna, una mobilitazione e una cella in piazza per Assange

'E' un giornalista e la sua storia deve interessare tutti, perchè la stampa dev'essere libera e deve poter denunciare qualsiasi tipo di reato'


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C'è anche Bologna tra le numerose città in cui oggi si svolgono iniziative collegate alla manifestazione '24hAssange', maratona di 24 ore promossa per chiedere la liberazione di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks che da tre anni si trova agli arresti nel penitenziario inglese di Belmarsh.
Rientra nel presidio bolognese, iniziato ieri in piazza del Nettuno, la costruzione di una cella in legno di due metri per tre per riprodurre lo spazio in cui Assange è costretto a trascorrere la sua vita da detenuto. 'Abbiamo organizzato questa giornata qui a Bologna - spiega Marco Francia - per unirci alla 24 ore nazionale e internazionale, una manifestazione organizzata da tante sigle che si sono sempre spese al fianco di Assange perchè è ancora più importante adesso chiederne la liberazione'.

Questo perchè 'c'è stato il via libera da parte del Regno Unito all'estradizione negli Usa - continua Francia - e perchè il contesto storico attuale richiede un'ulteriore riflessione su quello che Assange, a costo di 12 anni della sua vita, ha regalato di fatto a tutto il mondo'. Il presidio è stato pensato, quindi, 'per sensibilizzare il più possibile i bolognesi, come in altre 50 città solo in Italia - aggiunge Francia - per chiedere la liberazione di Assange. E' un giornalista e la sua storia deve interessare tutti, perchè la stampa dev'essere libera e deve poter denunciare qualsiasi tipo di reato e di situazione più complessa che si viene a creare a livello del potere'.

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