Il ministro dell'Interno inglese, Priti Patel, ha ordinato l'estrazione negli Stati Uniti di Julian Assange. Il via libera finale arriva dopo che nel Regno Unito era stata completata la procedura giudiziaria sulla vicenda dell'attivista australiano.
Ad aprile era infatti arrivata la decisione della Westminster Magistrates Court di Londra che aveva emesso l’ordine formale.
Era l'11 aprile 2019 quando Julian Paul Assange veniva incarcerato nella prigione inglese di Belmarsh in attesa della possibile estradizione negli Stati Uniti per le accuse di cospirazione e spionaggio. L'Ecuador acconsentì infatti ad agenti della polizia metropolitana di Londra di entrare in Ambasciata e prelevare Assange contro la sua volontà, senza rispettare il fatto che egli era in possesso della cittadinanza di quello Stato
In America, dove gli si dà la caccia da oltre un decennio, al cofondatore di WikiLeaks viene contestato non solo il presunto reato di complicità nell'hackeraggio dell'archivio del Pentagono, ma anche un'accusa di violazione della legge Usa sullo spionaggio inedita in un caso di pubblicazione di documenti riservati sui media. Di qui le denunce di sostenitori, attivisti dei diritti umani legati all'Onu e di associazioni come Amnesty International o Reporters Sans Frontiers contro quella che da molti viene ritenuta una forma di persecuzione, di vendetta politica, oltre che di minaccia alla libertà d'informazione giornalistica.
Assange sarà estradato negli Stati Uniti: governo inglese dà l'ok
Poco fa il ministro dell'Interno inglese, Priti Patel, ha ordinato l'estrazione negli Stati Uniti di Julian Assange
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