“Voi avete dimostrato di essere una grande nazione. L’amor di patria è qualcosa che nasce spontaneamente, dobbiamo ricordarci che le nazioni si fondano sulla dimensioni dei sacrifici che si è disposti a fare insieme. Il prezzo che state pagando è molto alto”, ha detto Meloni rivolgendosi a Zelensky.
La presidente del Consiglio ha spiegato i motivi per cui l’Ucraina va sostenuta nel conflitto con la Russia di Putin: “Di fronte a questo orrore è impossibile girarsi dall’altra parte e sarebbe molto stupido farlo, non solo perché c’è un popolo aggredito ma perché gli interessi degli ucraini coincidono con quelli dell’Europa. Nessuna pace ingiusta per l’Ucraina sarebbe vera pace, così come la vittoria della Russia non sarebbe vera pace ma sarebbe un’invasione“, ha rimarcato Meloni.
La posta in gioco è ben più alta del solo futuro di una nazione, ha scandito la premier: “La sconfitta dell’Ucraina sarebbe il preludio di altre invasioni europee, quindi chi sostiene l’Ucraina anche militarmente è chi lavora per la pace”. Sugli aiuti militari italiani, Meloni ha precisato: “Quando c’è un Paese aggredito tutte le armi che si forniscono sono difensive. La fornitura di aerei attualmente non è sul tavolo”.
“Una pace giusta si consegue ribadendo che la comunità internazionale non accetta l’invasione di Stati sovrani e non accetta l’intenzione di ridisegnare i confini”, è il messaggio di Meloni a Vladimir Putin. E la premier risponde al presidente russo, che nel discorso di stamattina all’Assemblea federale aveva dichiarato che “la Russia sa essere amica e mantiene la parola data: lo dimostra l’aiuto dato ai Paesi europei, come l’Italia durante il momento più duro della lotta al Covid”. Ecco la replica di Meloni: “Non so se quello di Putin fosse un avvertimento, in ogni caso il tempo del Covid era un altro mondo.
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