Un corteo che partirà e finirà davanti a due realtà simbolo dell'industria contestate dalla CGIL: la Maserati e la sede di Confindustria, dove si terrà il comizio del segreterio provinciale della CGIL di Modena Manuela Gozzi.
La prima, Maserati - afferma la segreteria CGIL - scelta come azienda simbolo proprio per l’incertezza sul sito produttivo visto che non si conoscono i modelli di auto da produrre nei prossimi mesi per rilanciare lo stabilimento del Tridente modenese, che anzi vede restringersi gli spazi produttivi e calare gli occupati in produzione'.
La seconda, Confindustria 'per richiamare l’associazione d’impresa a responsabilità sulla tutela del patrimonio industriale e la salvaguardia dell’occupazione, a fronte di chiusure di stabilimenti da parte di multinazionali e non solo, sfruttamento e appalti irregolari, crisi aziendali'
Sarà l'iniziativa clou dello sciopero provinciale della Cgil di Modena con astensione dei settori pubblico e privato giovedì 10 maggio. Lo sciopero provinciale sarà di 8 ore (o per l’intero turno di lavoro) ed esteso ai lavoratori di tutti i settori, pubblico e privato.
'Lo sciopero - afferma la segreteria provinciale - dà continuità alla mobilitazione Cgil del 2 dicembre scorso e rivendica diversi temi: dalla riforma delle pensioni agli ammortizzatori sociali, dal contrasto alla precarietà alla rivendicazione del lavoro per i giovani, sino alla lotta ad illegalità ed appalti irregolari, e al contrasto di crisi e chiusure di
Fra gli altri temi dello sciopero provinciale vi è il contrasto alla riforma Fornero delle pensioni e larivendicazione del lavoro per i giovani, a fronte di scelte in legge di Stabilità inadeguate ad imprimere un cambiamento alle politiche industriali e al rilancio del mercato del lavoro.
La Cgil chiede poi di rivedere gli ammortizzatori sociali perché, a fronte di chiusure opportunistiche di multinazionali o di crisi aziendali, sono insufficienti a gestire le ricadute occupazionali, anche a causa degli ultimi tagli del Governo.
Tra i temi della mobilitazione CGIL la richiesta di un maggior controllo del sistema degli appalti, 'che spesso sono irregolari e fondati sullo sfruttamento del lavoro come ha evidenziato la stessa vertenza Castelfrigo'.
Inoltre il tema del lavoro femminile 'che rischia di essere svalorizzato e di non poter esprimere le proprie potenzialità come dimostra il record delle dimissioni delle neo-mamme (25.000 a livello nazionale) secondo gli ultimi dati a disposizione'
Potere al Popolo aderisce allo sciopero
Lo ha affermato il coordinamento provinciale del Movimento



