Perché mio figlio può entrare a 16 anni in una discoteca dove vengono serviti alcoolici? Quali controlli all'interno dei locali per evitare che i minorenni bevano? Perchè non anticipare l'orario di apertura e di chiusura dei locali? Sono solo alcune domande che decine di genitori hanno posto questa mattina ai gestori de locali da ballo, esperti, forze dell'ordine nel corso di Nessun Dorma, il primo appuntamento della serie di iniziative previste dal Manifesto della notte responsabile, messo a punto da Silb- Confcommercio e Comune di Modena, in collaborazione con il Ser.t dall'Ausl e con la partnership del quotidiano La Pressa.
Il punto più dibattuto, per i tanti genitori presenti all'appuntamento organizzato allo Snoopy è proprio quello della somministrazione di alcolici. Un problema che pur da diversi punti di vista, da un lato imprenditoriali e manageriali e dall'altro genitoriali (anche se spesso intrecciati), coinvolge tutti i soggetti in campo. Anche per chi gestisce locali, 'la guerra' all'abuso di alcool (così è stata definita) è sempre più difficile, nonostante l'impegno a contrastarne la diffusione sia aumentato. C'è il mercato che condanna gli imprenditori ad avere i locali vuoti nel momento in cui provano a proporre domeniche pomeriggio in discoteca senza alcool, c'è una cultura del divertimento che spinge sempre più verso le ore notturne l'apertura dei locali, e c'è il frequente tentativo dei ragazzi minorenni, nella fascia tra i 16 ed i 18 anni che possono entrare in discoteca ma teoricamente non potrebbero bere alcolici, di aggirare i divieti di legge (che presuppongono responsabilità anche di carattere penale a chi somministra alcolici a minorenni), bevendo o dalle bevande servite nei tavoli prenotati (dove a quel punto la distinzione non esiste), o mandando un maggiorenne a prelevare la consumazione alcolica al posto loro. Senza considerare la proliferazione dei tentativi di presentare documenti falsificati per dimostrare di essere maggiorenni anche quando non lo si è. Anche qui una vera lotta anche per i gestori sempre più abili a scoprire, anche con semplici domande, l'inganno. Ma molti ragazzi ci provano, anche perchè si è abbassata la soglia di età della prima volta in discoteca. E le strategie messe in campo permettono di aggirare anche i limiti imposti dalla distribuzione dei cosiddetti braccialetti che distinguono maggiorenni da minorenni.
Nonostante ciò l'impegno sul fronte dei controlli, e soprattutto della diffusione di una cultura della prevenzione e dell'educazione continua, a si rafforza, anche da parte dei gestori dei locali.
Diversi i genitori preoccupati anche per le condizioni di sicurezza all'interno dei locali sulle quali il rappresentante Confcommercio Luca Ascari, referente dei locali modenesi. 'Le discoteche sono i luoghi da ballo più sicuri perché oltre alla vigilanza interna rispettano tutti i canoni imposti dalla legge in materia di sicurezza negli eventi di pubblico spettacolo. Dalle sedute ignifughe alle porte di sicurezza, dai sistemi di evacuazione ai dispositivi antincendio'. Punti sui quali ha portato l'attenzione anche il Vicequestore della Polizia di Stato di Modena Nicolò dell'Amico: 'Concentrare l'attenzione della sicurezza e dell'alcool solo sulle discoteche è riduttivo ed è come guardare il problema dal buco della serratura.



