'Mentre il Comune, attraverso l'assessore Bortolamasi, difendeva il progetto di educativa di strada, costato oltre 30mila euro, e affidato alla cooperativa Caleidos, ritenendolo sufficiente a governare un problema di fatto minimizzandolo, noi sottolineavamo l'esigenza di mettere in campo interventi mirati che dessero il giusto peso alla gravità della situazione e insistevamo perché tali interventi avessero anche carattere repressivo per evitare che i ragazzi potessero compiere atti tali da mettere in pericolo la loro stessa vita, oltre che creare forti disagi a inermi cittadini e commercianti che per mesi hanno subito gli attacchi dei ragazzi. Insistentemente abbiamo chiesto di coinvolgere le famiglie cercando di condividere con loro un percorso, evidenziando l’inadeguatezza dell’educativa di strada ad affrontare un problema che è prima di tutto di sicurezza dei cittadini e degli stessi ragazzi. Tutto questo non è stato fatto - chiude Rossini -. La politica declinata nella buona amministrazione è arrivata tardi e oggi assiste all'intervento delle forze dell'ordine che, per fortuna, hanno messo un argine al fenomeno. Si tratta di un fallimento, della presa d'atto che i soldi spesi, i progetti messi in campo, le azioni di contrasto mirate pensate dalla giunta o non sono state implementate o non sono servite. Se non si prende atto di questo e non si cambia rotta si andrà incontro ad inevitabili, ulteriori, fallimenti'.
'Baby gang, quando il Comune di Modena esaltava la educativa di strada'
Elisa Rossini: 'La politica declinata nella buona amministrazione è arrivata tardi e oggi assiste all'intervento delle forze dell'ordine che, per fortuna, hanno messo un argine'
'Mentre il Comune, attraverso l'assessore Bortolamasi, difendeva il progetto di educativa di strada, costato oltre 30mila euro, e affidato alla cooperativa Caleidos, ritenendolo sufficiente a governare un problema di fatto minimizzandolo, noi sottolineavamo l'esigenza di mettere in campo interventi mirati che dessero il giusto peso alla gravità della situazione e insistevamo perché tali interventi avessero anche carattere repressivo per evitare che i ragazzi potessero compiere atti tali da mettere in pericolo la loro stessa vita, oltre che creare forti disagi a inermi cittadini e commercianti che per mesi hanno subito gli attacchi dei ragazzi. Insistentemente abbiamo chiesto di coinvolgere le famiglie cercando di condividere con loro un percorso, evidenziando l’inadeguatezza dell’educativa di strada ad affrontare un problema che è prima di tutto di sicurezza dei cittadini e degli stessi ragazzi. Tutto questo non è stato fatto - chiude Rossini -. La politica declinata nella buona amministrazione è arrivata tardi e oggi assiste all'intervento delle forze dell'ordine che, per fortuna, hanno messo un argine al fenomeno. Si tratta di un fallimento, della presa d'atto che i soldi spesi, i progetti messi in campo, le azioni di contrasto mirate pensate dalla giunta o non sono state implementate o non sono servite. Se non si prende atto di questo e non si cambia rotta si andrà incontro ad inevitabili, ulteriori, fallimenti'.
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