“Secondo me estendere il Green Pass per le attività ricreative è una cosa che andava fatta da subito per determinate attività. In situazioni di cui si può fare a meno come al ristorante, al bar, al cinema, a teatro, allo stadio o nei luoghi della movida, dovrebbe poterci andare solo chi è vaccinato o guarito. Diverso è il caso del posto di lavoro, dove va bene presentare il Green pass sia col tampone sia col vaccino”, afferma Bassetti, che è favorevole all’estensione dell’obbligo del Green pass “almeno per le attività ricreative. Non solo ci metterebbe ancor più in sicurezza, ma incentiverebbe una parte di persone che manca per arrivare al 90% dei vaccini. È chiaro che se i numeri della quarta ondata che sta nascendo restano quelli attuali, bisognerà valutare di estenderlo a livello temporale. Il mese di novembre sarà determinante. Aspettiamo di vedere come andrà. Farei lo stesso anche con lo stato di emergenza. Se continuiamo a reggere con i numeri, possiamo pensare anche di allentare”.
Inoltre sui vaccini ai bambini dai 5 agli 11 anni, Bassetti afferma: “Nessuno ha dubbi che le altre vaccinazioni pediatriche servano e siano importanti. Dovremmo valutare senza fare due pesi e due misure. Mi chiedo: perché utilizzare due pesi e due misure con il vaccino anti-Covid? La pertosse, la varicella o il morbillo ad esempio, raramente danno complicazioni gravi, eppure ci si vaccina per non far circolare il virus nella popolazione pediatrica e di conseguenza negli altri. Se gli enti regolatori sono stati dalla parte del cittadino quando hanno approvato i vaccini per gli adulti, lo sono anche adesso nel caso dei bambini. Non credo che l’Fda, l’Ema o l’Aifa approverebbero un vaccino pediatrico senza avere dati che ne dimostrino la sicurezza. I benefici superano i rischi e avremo la sicurezza totale da questo virus quando avremo vaccinato anche i ragazzi a scuola”.
Infine, un commento sulle manifestazioni No-vax e No-green pass: “Secondo me, in un momento come questo, bisognerebbe evitarle o farle con misure di sicurezza. Nei concerti ad esempio, anche all’aperto, si va col Green pass e lo stesso discorso dovrebbe valere per le manifestazioni. È giusto protestare, ma va fatto in sicurezza. Il caso di Trieste è stato un esempio eclatante: i contagi sono aumentati, insieme ai ricoverati. Queste manifestazioni sono evidentemente frequentate da persone non vaccinate, non usano i dispositivi di protezione individuale e non fanno i tamponi. È chiaro quindi che diventano un rischio dal punto di vista sanitario.




