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'Caro Bonaccini, se lockdown deve essere che sia per zone'

'Caro Bonaccini, se lockdown deve essere che sia per zone'

L'appello: 'Ci salvi Presidente. La regione locomotiva d'Italia (insieme al Veneto) non può pagare per le inefficienze degli altri'


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Con piena facoltà, Egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà anche se La Pressa non è tra i Suoi giornali preferiti, né io sono un Suo sostenitore, per quanto ha comunque la mia stima.

Veniamo al dunque e non giriamoci intorno: sarà lockdown, sarà confinamento o peggio ancora, arresti domiciliari. Però non è giusto, non è colpa nostra, io le scrivo dall’Appennino modenese che lei dovrebbe ben conoscere. La colpa è di chi non ha fatto abbastanza, di chi non ha fatto prevenzione e io Le rendo il merito di aver comunque lavorato per potenziare le terapie intensive e il sistema dei trasporti. I numeri, in regione, Le stanno dando ragione.

Io sono un imprenditore artigiano, ho una piccola impresa in un territorio dove è difficile di per sè lavorare al di fuori del turismo (devastato da questa pandemia), e faccio parte della filiera dell’edilizia. Il comparto per ora va avanti, ma lo stop fa paura a molti. Con bar e ristoranti chiusi alle 18 è desolazione totale, gli esercenti accanto a queste attività sono dentro a un vuoto pneumatico.

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Tengono aperto perché ci provano, sperano che qualcuno passi comunque ma la realtà è un’altra.

Ancora, si fa un gran parlare del superbonus 110% in edilizia, Lei stesso ha lanciato iniziative per il ripopolamento della montagna e di conseguenza del comparto edile, ma la domanda è: se chi oggi è chiuso aveva programmato lavori e non li farà, e magari non riaprirà più (come purtroppo ho sentito dire) me lo spiega lei chi accederà al superbonus? Chi rimetterà in circolo l’economia?

I cantieri non devono fermarsi, ma anche tutto il resto delle attività economiche devono andare avanti, bisogna ripartire. Volete limitare gli orari? Considerate che Pavullo nel Frignano non è Milano e nemmeno Modena, non c’è bisogno di un coprifuoco alle 23, dopo le 21 è difficile trovare qualcuno in giro in questa stagione. Se la catena si interrompe, è un domino e gli emiliano-romagnoli non lo meritano. Non per negligenze di Suoi colleghi che hanno perso tempo in altre regioni. Noi ci siamo attenuti alle regole, qualcuno avrà sgarrato, non siamo tutti santi, ma dobbiamo lavorare. Non ci servono i bonus, ci serve produrre, fatturare.

Perciò Presidente, Le chiedo gentilmente di fermare questa strage. Se lockdown deve essere, che sia per zone, distinto regione per regione, in base ad accordi tra amministrazioni locali, i cittadini italiani ormai si fidano più di Voi Governatori che non del Governo centrale.

Non credo che il suo collega della Basilicata abbia gli stessi problemi del suo collega lombardo. Faccia in modo di contingentare le zone rosse e, con tutti i criteri prudenziali, vedrà che i cittadini non saranno irresponsabili.

Ci salvi Presidente. La regione locomotiva d’Italia (insieme al Veneto) non può pagare per le inefficienze degli altri.

Cordalmente

Stefano Bonacorsi

 

 

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