'La necessità di ulteriore denaro pubblico a fondo perduto per l’autostrada cispadana certificata dal Ministero dei Trasporti e la bocciatura da parte della Commissione europea della richiesta di proroga decennale della concessione ad Autobrennero sono l’ennesima conferma delle gravi difficoltà finanziarie e amministrative che presenta la realizzazione dell’opera. Per non parlare delle difficoltà progettuali da parte del concessionario a rispondere alle oltre 200 prescrizioni imposte dal Ministero dell’Ambiente.
Lo diciamo da anni che non ci sono le condizioni per realizzare un’opera insostenibile sotto ogni punto di vista, e questa situazione oggi è sotto gli occhi di tutti e certificata persino dal governo. L’aver legato a doppio filo la realizzazione dell’autostrada, ma anche della Bretella Campogalliano-Sassuolo, al destino di Autobrennero rende poi ancora più incerto il futuro di questa arteria. Quello che è certo è che insistere sulla soluzione autostradale significa condannare bassa modenese e alto ferrarese ad una viabilità inadeguata ancora per molto tempo.
Avanziamo quindi per l’ennesima volta a Regione, provincie e sindaci dei territori interessati, ma anche alle forze economiche e sociali, la proposta di valutare concretamente e senza pregiudizi l’opportunità della realizzazione dei tratti mancanti di cispadana per costruire quella strada a scorrimento veloce come da progetto del 2004 già approvato dalla Regione. Progetto meno impattante, realizzabile con i fondi che già oggi la Regione e disposta a spendere per l’autostrada e con tempi di realizzazione sicuramente inferiori e realmente al servizio del territorio e del suo tessuto produttivo. Se non ora quando?'
Stefano Lugli
Segretario regionale Rifondazione Comunista Emilia-Romagna
'Cispadana, i nodi al pettine, ora confronto su scorrimento veloce'
Stefano Lugli, Segretario regionale Rifondazione Comunista: 'E' dimostrato che non ci sono le condizioni per autostrada. Si torni al progetto del 2004'
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