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I bersaniani: 'Caro Bonaccini, cosìnon va: quella legge urbanistica va cambiata'

I bersaniani: 'Caro Bonaccini, cosìnon va: quella legge urbanistica va cambiata'

Art1 ribadisce le critiche alla legge regionale in fase di discussione: 'Quello che pensiamo della proposta di Legge l'abbiamo detto in maniera condivisa con tutta la sinistra modenese: cosìnon va'


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Saranno quattro gli architetti che domani dalle 15.30, saranno ascoltati dalla commissione consiliare Seta del Comune di Modena a proposito della proposta di nuova legge urbanistica regionale promossa dal presidente della Regione Stefano Bonaccini

Gli architetti che interverranno (per ogni audizione è prevista un’ora) sono: Lorenzo Carapellese, Piero Paolo Cavalcoli, Ugo Liberi, Filippo Boschi. Sarà presente anche l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli.

Intanto sul tema arriva una (nuova) netta stroncatura al progetto di Bonaccini dal capogruppo di Art1 Paolo Trande (ricordiamo che Art1 siede comunque in maggioranza).

'Domani in Commissione consiliare Seta del Comune di Modena si discuterà di legge Urbanistica Regionale - scrive Trande -. È un passaggio di approfondimento preliminare al consiglio comunale che si terrà nella prima settimana di settembre. Quello che pensiamo della proposta di Legge l'abbiamo detto in maniera condivisa con tutta la sinistra modenese: così non va! Va cambiata radicalmente a partire dal ripristino della pianificazione e della potestà reale dei consigli comunali come prescrive la Costituzione e come dettano le leggi dello Stato, a partire dalla 267/2000. Per darvi una idea del ruolo ancillare e notarile dato ai consigli comunali quando si parla degli Accordi Operativi che giungono in consiglio, dopo un breve iter di 60 giorni si dice (le parole sono importanti): 'lo approva'.

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E se non lo approva deve motivare (un rappresentante dei cittadini se dice no perchè non è convinto deve pagare i danni?)'.
'Insomma scarto enorme tra obiettivi dichiarati condivisibili e a azioni immaginate per perseguirli (a partire dal presunto saldo zero) - continua Paolo Trande -. Ripristino della pianificazione delle città, magari in area vasta ma pianificazione, ruolo dei cittadini e dei consigli comunali nella pianificazione di un 'bene comune' finito e preziosissimo come il territorio non già reso impermeabile. Abbiamo detto che la Legge 20 andava cambiata, siamo per cambiarla ma così no. Emendare e cambiare in profondità'.

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