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Il ruolo di Libera nella 'Antimafia tradita': Franco La Torre a Modena

Il ruolo di Libera nella 'Antimafia tradita': Franco La Torre a Modena

'Io non cercavo incarichi, non volevo fare carriera, alla mia età poi, sarebbe stato ridicolo, ma non sono mai riuscito a parlare con don Ciotti'


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Franco La Torre usa parole chiare per descrivere la mafia e per sottolineare i doveri dell'antimafia. Lo ha fatto anche questa sera a Modena, ospite, con il suo libro 'L'antimafia tradita', degli appuntamenti a La Tenda, promossi dall'associazione L'Asino che vola. Ad intervistare il figlio di Pio La Torre, ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982, è stato il direttore de La Pressa Giuseppe Leonelli, insieme a Marco Cugusi.
Una disamina netta quella tratteggiata dall'ex membro dell'Ufficio di presidenza di Libera che ripercorre l'evoluzione delle mafie in Italia mettendola in parallelo alla mancata capacità dell'antimafia di fare squadra. 'L'antimafia sociale da sola non basta e se non trova sponde è debole - afferma La Torre -. Al di là dei limiti e degli errori, l'antimafia sociale in questi anni c'è sempre stata ma, da sola, non è adeguata alla sfida. Occorre una antimafa costruita sulla alleanza di vasti strati della società, aperta al dibattito e ostile al settarismo. L'antimafia l'abbiamo tradita noi, tradita dal venir meno di un impegno collettivo'.



E Franco La Torre si è soffermato anche sul suo rapporto con Libera.
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Un rapporto bruscamente interrotto nel 2016 con il famoso messaggio di don Luigi Ciotti col quale venne allontanato dalla segreteria nazionale ('è venuto meno il rapporto di fiducia con me e con l'ufficio di presidenza attivo' - scrisse don Ciotti). 'Nel corso dell'ultimo incontro con l'ufficio di presidenza cui parteciparono tutti, tranne don Ciotti, mi venne rivolta la critica di aver parlato in Assemblea di temi che sarebbe stato opportuno affrontare in altre sedi e che negli ultimi tempi in più occasioni avevo manifestato dissenso, ingenerando l'impressione che mi stessi allontanando da Libera - si legge nel libro -. Io non cercavo incarichi, non volevo fare carriera, alla mia età poi, sarebbe stato ridicolo. Volevo concludere in maniera pacifica la tenzone. Non ci sono riuscito, non ho mai avuto la opportunità di confronto con don Luigi Ciotti'.
'Sono ancora profondamente grato a Libera e ho ricevuto più di quello che ho dato - ha detto dal palco de La Tenda La Torre in premessa -. Ma qualcosa si è inceppato, ha perso la capacità di rappresentare buona parte del mondo dell'antimafia sociale'.

Qui il video integrale della intervista a Modena.

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