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'Interferenza Bretella CS e pozzo acquifero, problema sottovalutato da anni, è tempo di dire basta al progetto'

'Interferenza Bretella CS e pozzo acquifero, problema sottovalutato da anni, è tempo di dire basta al progetto'

Il Movimento 5 stelle invita a non generare allarmismo: 'Spostare il pozzo è possibile, ma il rischio per la falda rimarrebbe ed è evitabile'


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Il MoVimento 5 Stelle di Modena interviene nel dibattito sulla tutela delle acque legato alla realizzazione della Bretella Campogalliano–Sassuolo, che interferirebbe con uno dei pozzi principali per l'approvvigionamento idrico della città di Modena. Posizione, espressa dal Movimento, che arriva a poche dalle dichiarazioni dell'assessore comunale all'ambiente Molinari che in risposta ad una interrogazione del consigliere Maria Grazia Modena (Gruppo ModenaXModena) ha confermato che ad oggi non esiste, nonostante ciò costituisca una prescrizione, una proposta ufficiale per lo spostamento del pozzo, elemento vincolante per l'ok al progetto esecutivo dell'opera, e dopo le dichiarazioni del presidente di Autobrennero/Auto CS che ha parlato di “allarmismi ingiustificati” in quanto 'la falda si può spostare'. Per il Movimento 5 stelle Modena, per voce del Capogruppo in consiglio comunale, la ragione sta nel ragionare in toni meno estremi. Partendo da una correzione tecnica e verbale sulle parole del presidente Autobrennero. 'Parlare di “spostare la falda” è tecnicamente privo di senso – afferma - si può eventualmente spostare un pozzo, non certo un’intera falda acquifera. Ma il punto centrale è un altro: esistono prescrizioni precise, e a oggi non risultano rispettate'.

Secondo il M5S, 'una prescrizione del 2020 non è mai stata ottemperata, un sollecito inviato nel 2022 non ha ricevuto risposta e, a oggi, non risulta alcun intervento realizzato.
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L’interferenza tra il tracciato della Bretella e il sistema di approvvigionamento idrico, sottolineano, è confermata dagli enti competenti – tra cui Atersir – e non rappresenta quindi una valutazione politica, bensì un dato tecnico. La stessa prescrizione stabilisce che l’eventuale spostamento del pozzo debba avvenire senza riduzioni o sospensioni dell’erogazione idrica, garantendo la piena tutela della risorsa e con costi interamente a carico del concessionario'
'È evidente – prosegue Silingardi – che il problema esiste, che dal 2020 non è stato affrontato e che comporta ulteriori costi per il soggetto attuatore, lo stesso che oggi definisce insostenibile il piano economico-finanziario dell’opera'.

'Dal punto di vista tecnico, spiegano i pentastellati, lo spostamento di un pozzo è possibile, ma richiede studi idrogeologici e ambientali approfonditi, zone di rispetto molto rigide e sistemi di sicurezza complessi: drenaggi, impermeabilizzazioni, vasche di contenimento, monitoraggi continui. Tutto ciò comporta vincoli severi e costi elevati, senza eliminare completamente il rischio di contaminazione della falda. 'La domanda da porsi è un’altra: ha senso farlo quando esistono alternative? Ha senso farlo su una risorsa strategica come l’acqua potabile?
Se il danno potenziale è enorme, anche un rischio basso può essere inaccettabile'.

Per il capogruppo M5S, il nodo centrale resta il mancato rispetto del principio di precauzione. «In molti territori, anche vicini al nostro, esistono regole chiare: vicino ai pozzi non si costruisce. Qui invece si continua a forzare la mano, ignorando rischi evidenti, compresi quelli legati a possibili incidenti con sostanze inquinanti». Il MoVimento ribadisce quindi la propria contrarietà a un’opera ritenuta impattante e priva delle necessarie garanzie, chiedendo il rispetto delle prescrizioni, trasparenza sugli atti e la piena tutela della risorsa idrica, definita un bene comune essenziale.
Sul tavolo resta anche il tema della connessione tra la realizzazione della Bretella e l’esito della gara per la concessione dell’A22, che – come stabilito da Commissione UE e Corte di Giustizia – non potrà prevedere un diritto di opzione a favore di Autobrennero spa, principale azionista di Auto CS.
Sono oltre vent’anni che questa vicenda procede tra blocchi, rinvii, ritardi e criticità mai risolte. Quando avremo il coraggio di dire basta?'- conclude Silingardi.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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