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L’ultimo saluto a Michela Murgia, Zuppi: 'Dio è libertà'

L’ultimo saluto a Michela Murgia, Zuppi: 'Dio è libertà'

'Dio è libertà perché ama e vuole essere amato non da servi, ma da amici, perché l'amore vero unisce, genera legami strettissimi possibili solo se è libero'


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Michela Murgia 'si preoccupava degli altri in un momento così difficile per lei'. Lo ha riferito il cardinale Matteo Zuppi nel messaggio che ha inviato ai funerali della scrittrice e che è stato letto durante le esequie da don Walter Insero. In particolare gli aveva chiesto della sua missione di pace. 'Affidiamo a Dio Michela. Il libro della sua vita non è finito e le sue pagine continuano a essere scritte con lettere di amore in quella lingua universale dello Spirito che rivela la grandezza di ogni persona e l'eterno che è nascosto in tutti noi. Ed è un libro che Michela ha scritto con passione e esigente ricerca di assoluto, vissuta per davvero non per compiacimento di sé o perché aveva tempo da perdere. Non lo aveva e non lo ha avuto tempo da perdere', ha sottolineato il presidente della Cei.

Poi ha riferito del recente messaggio che le aveva inviato la scrittrice e attivista: 'Ti ho pensato tanto in questi giorni delicati, pregando per la tua missione di pace e ringraziando che in questo tempo difficile cercate strade possibili per salvare vite. Prego per te e per chi anche stanotte avrà paura in un rifugio, con i suoi bambini.
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Fai il meglio che sai'. 'E come risposta alla mia domanda sulla sua condizione - ha riferito Zuppi - aggiunse: 'La qualità di vita è alta, non ho dolori e sono amata. Il resto è il lavoro del sorcio: rosicchiare ogni giorno un giorno in più'. 'Mi aveva colpito - ha sottolineato ancora l'arcivescovo di Bologna - che si preoccupava degli altri in un momento così difficile per lei. Ma questo è il segreto dell'amore, che poi è il segreto di Dio. E Dio è libertà proprio perché ama e vuole essere amato non da servi, ma da amici, perché l'amore vero unisce, genera legami strettissimi possibili solo se è libero, gratuito. Anche quando non eravamo d'accordo Michela con la sua ricerca appassionata ci aiutava a trovare i veri motivi e a non essere scontati né supponenti. Oggi mi e ci sembra impossibile che tanta forza di vita, più forte di quella malattia che era sua (hai ragione, Michela, la fragilità è nostra, sempre dentro di noi, non è un alieno che ci ruba il benessere) sia finita'.

'Michela alla fine, che è il suo inizio, 'capirà pienamente quello che cercava con tutta se stessa e troverà tutte le risposte.
Certamente discuterà su qualcosa ma nell'amore pieno, senza riserve, senza paura. Capirà quello che Gesù ci insegna a vivere sulla terra, cioè ad amarci senza ideologia ma nel comandamento del suo amore, cominciando dai suoi fratelli più piccoli, i poveri, le vittime, i soli. Capirà che è proprio vero che 'sarà una comunione continua, senza intervalli' e vivrà il passaggio dal 'non ancora' al 'già'. In pace. Michela, continua a pregare per noi', ha concluso Zuppi.
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